Padre Angelo Secchi sorprende ancora grazie alla mostra al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia
In esposizione fino al 3 febbraio scritti e disegni del gesuita oltre agli strumenti utilizzati per le sue incredibili scoperte
REGGIO EMILIA. Grande eccitazione per l’inaugurazione, al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, della mostra “Tutti i colori delle stelle. Padre Angelo Secchi e la nascita dell’astrofisica” dedicata al reggiano Angelo Secchi, vissuto nell’Ottocento, gesuita, fisico, astronomo, meteorologo e direttore per quasi trent’anni dell’Osservatorio del Collegio romano.
Solamente nella prima ora dall’apertura delle porte, avvenuta dopo una conferenza all’Aula Magna di viale Allegri, i visitatori sono stati circa 150 tra studenti, bambini, cittadini, studiosi e appassionati. La mostra – visitabile fino al 3 febbraio e realizzata dai Musei Civici in collaborazione con il Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita dello scienziato e dall’istituto del ministeri dei Beni e delle Attività culturali – è curata dalla responsabile della sezione naturalistica dei Musei, Silvia Chicchi, che per l’occasione ha fatto da cicerone, spiegando non solo il lavoro svolto ma anche svelando piccoli segreti legati a Secchi.
Il percorso espositivo comprende vari temi tra cui una sezione dedicata alla vita, ai progetti e agli scritti di Angelo Secchi. Sulla parete del corridoio adiacente all’atrio del terzo piano si può ammirare una linea del tempo che scandisce tutte le fasi più importanti della sua esistenza, dalla nascita nel 1818 agli studi, fino alla pubblicazione nel 1879 del volume “Lezioni elementari di Fisica terrestre coll’aggiunta di due discorsi sopra la grandezza del creato”.
Di grande importanza sono anche i libri e i disegni, riposti accuratamente in teche, che delineano chiaramente la sua genialità, provenienti dalla Biblioteca Panizzi. Di notevole impatto è il ritratto dello scienziato, per opera di Massimiliano Malatesta, e la proposta di istituzione di un monumento a lui dedicato.
Non potevano mancare gli strumenti utilizzati da Angelo Secchi, gentilmente offerti dal liceo Ariosto Spallanzani, dall’Istituto Secchi e da collezioni museali, come il telescopio, lo stetoscopio, il segnavento, il pluviometro, il cannocchiale che hanno portato lo scienziato a fare scoperte straordinarie. Tra i numerosi cimeli vi è anche la prestigiosa medaglia d’oro conferitagli come Grand Prix all’esposizione Universale del 1867 a Parigi per il suo Meteorografo.
Questa sezione della mostra comprende anche i suoi studi sullo spettro elettromagnetico, sul trasporto dell’acqua, sulle misurazioni della Terra, e sull’universo. Proprio in merito a ciò è stato allestito un tavolo in legno che mostra chiaramente le distanze tra i pianeti del sistema solare, quanto tempo ci si impiega per raggiungerli e che movimenti effettuano.
Per rendere ancora più significativo l’omaggio ad Angelo Secchi, l’associazione Lion Host Città del Tricolore ha voluto donare ai Musei una nuova centralina di allerta meteo, installata sulla torretta del palazzo e controllata con un computer interno, che richiama quella a suo tempo ideata dal maestro reggiano per lo Stato Pontificio e che fu premiata all’Expo del 1867.
Da dicembre, grazie all’Osservatorio astronomico di Bologna, sarà inoltre possibile ammirare durante la settimana un meraviglioso e grande planisfero. Il fine principale della mostra è quello di riconsegnare alla città la memoria di una figura di primo piano nella storia reggiana e nazionale lanciando un ponte verso l’attualità. —
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