Gazzetta di Reggio

Con “Quelli del 29” il gioco diventa serio: «Anche con la risata si può fare riflettere»

Linda Magnoni
Con “Quelli del 29” il gioco diventa serio: «Anche con la risata si può fare riflettere»

Il direttore artistico Paolo Di Nita racconta l’essenza della compagnia che gestisce i palchi di Rio Saliceto, Bagnolo e Rovereto di Modena 

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BAGNOLO. “Quelli del 29” è l’associazione culturale che ormai da diversi anni gestisce il teatro comunale di Rio Saliceto, il teatro Gonzaga “Ilva Ligabue” di Bagnolo in Piano e il cinema teatro Lux di Rovereto sul Secchia, in provincia di Modena.

Un’associazione che ha una storia del tutto particolare, a cominciare dal nome. Il ventinove è stato scelto per un motivo ben preciso, e cioè il suo significato nella numerologia: il gioco. Perché il gioco nel teatro, si sa, è fondamentale.

Ma c’è un secondo motivo per cui è stato eletto proprio il ventinove, e questa volta si tratta di una corrispondenza storica: il 1929 è l’anno del crollo di Wall Street e della grande crisi, che richiama, nell’immaginario collettivo, il fattore economico. «Ci piaceva l’idea di unire la dimensione ludica dello scherzo e del gioco con il lato economico e più commerciale, entrambi aspetti cruciali nel teatro» racconta Paolo Di Nita, direttore artistico della compagnia.

Tutto è cominciato nel 1995, quando un gruppo di persone, ognuna con un background artistico diverso, ha deciso di unire le competenze dando vita all’associazione. I primi passi sono stati mossi nella realizzazione di spettacoli per bambini e ragazzi, per poi passare alla gestione vera e propria di un teatro, l’Eden di Carpi, e quindi della programmazione. E qui viene il bello, perché “Quelli del 29” cominciano a proporre un cartellone alternativo, diverso dalla programmazione standard portata avanti solitamente: un cartellone comico. «Adesso è una cosa all’ordine del giorno – continua Di Nita – ma in quegli anni, nella zona di Modena e Reggio, era una novità. Volevamo mettere in scena qualcosa di divertente, vicino al cabaret».

Una scelta portata avanti fino ad oggi, come si capisce dando un’occhiata alla rassegna di quest’anno, che comprende, tra gli altri, grandi interpreti della risata come Vito o Gabriele Cirilli. «Abbiamo sempre avuto uno sguardo attento alle nuove realtà. Non è un caso che abbiamo ospitato ‘I corti’, il primo spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo, quando ancora non erano il trio comico che oggi tutti conosciamo». L’idea è quella di far ridere, certo, ma anche di far pensare, perché anche con la risata si può riflettere: il teatro come momento di crescita e costruzione.

E l’intento formativo non si esaurisce nella rassegna teatrale: tantissimi sono i corsi proposti ogni anno da “Quelli del 29”, da quelli di dizione e recitazione, per bambini e per adulti, ai corsi di lettura espressiva, fino ai laboratori con i ragazzi delle scuole. Ma c’è di più: l’associazione si occupa anche di cinema, organizzando le rassegne estive di Rio Saliceto, Bagnolo, Novellara e Correggio, oltre che del principale appuntamento estivo carpigiano: il Carpi Summer Fest, che quest’anno ha visto passare, in piazza Martiri, musicisti del calibro di James Blunt e Gianni Morandi.

Ricapitolando: tre teatri (di cui uno, quello di Rovereto, verrà ricostruito nella primavera dell’anno prossimo, dopo i danni causati dal terremoto del 2012), venti spettacoli principali e una quarantina di appuntamenti con il pubblico, un festival, film d’estate e tanti corsi. Un’attività intensa e certamente non facile, che negli anni ha saputo, grazie a una proposta innovativa e variegata, diventare una realtà ben radicata nel territorio, oltre che uno dei punti di riferimento culturali della provincia. «Gestire quest’associazione per me è vitale – commenta il direttore artistico – È un lavoro che diventa passione. Significa incontrare tante persone e tante realtà diverse, ognuna con il proprio modo di approcciarsi al teatro. Ma significa anche instaurare un rapporto di fiducia con lo spettatore». —


 

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