Da un castello all’altro inseguendo le donne di potere e d’intelletto
Il tour può iniziare da Canossa, imperdibile il Bianello casa di Beatrice di Lorena. A Reggiolo c’è la Rocca, in quota Carpineti e Sarzano
REGGIO EMILIA. Anche quest’anno i “castelli delle donne” si sono confermati fra i punti di maggior richiamo di visitatori italiani ed ospiti stranieri. Costituiscono una meta privilegiata per chi insegue storia e leggende della nostra terra e l’elemento che li accomuna è il ruolo che vi hanno svolto illustri donne del passato.
Ad iniziare naturalmente da Matilde di Canossa che ha visto addirittura legare il proprio nome al luogo prescelto. La potente feudataria, che risultò decisiva anche nella sfida delle investiture dov’era schierata con il Papa, aveva eletto questo maniero, posto nel cuore dell’Appennino, quale “capitale” del suo regno. Da qui, a dispetto della scarsa considerazione di cui godevano all’epoca le signore, a lungo ha dominato un vasto territorio sparso nel centro nord dell’Italia.
Autorità e poteri che ha ereditato dalla madre, Beatrice di Lorena, principessa di stirpe reale, la quale a sua volta aveva fissato la propria dimora nel Castello di Bianello. È in questo secondo luogo che Matilde ha trascorso parte della giovinezza e dove è stata incoronata vice regina d’Italia dall’imperatore Enrico V.
Vi era talmente affezionata che convinse il secondo marito, Goffredo di Lorena, ad acquistarlo. Matilde abitò anche nella Rocca di Reggiolo, posta accanto alle antiche mura e alla torre medievale nel centro del paese. Palese però la sua predilezione per il fortificato castello di Carpineti che spiccava fra le vette dell’Appennino con il mastio e una triplice cerchia di mura. Da non dimenticare poi la roccaforte di Rossena, con la torre di Rossenella, che si dice luogo di suicidio di Everelina, figlia di un vassallo di Matilde, che preferì togliersi la vita piuttosto che sposare un uomo che non amava.
Per finire con la fortezza medievale di Sarzano di Casina, da collegare a Maria Bertolani Del Rio, una scienziata e storica di fine Ottocento che fu la prima a studiare le mura del mastio e a raccogliere manufatti di raffinato pregio artistico che ora identificano la cosiddetta Ars Canusina. —
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