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Il Teatro dell’Orsa e il sogno chiamato “Casa delle storie”

Cristina Fabbri
Il Teatro dell’Orsa e il sogno chiamato “Casa delle storie”

Reggio Emilia: la compagnia si stabilirà in via Beretti 24/D, al Gattaglio. Monica Morini: «Un luogo in cui far incontrare le persone»

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REGGIO EMILIA. «Sarà la nostra casa. Una fucina di arte, musica, cultura. Una residenza di artisti, un luogo di studio, di lavoro, di confronto. Di sperimentazione. In cui riflettere sul presente, perché le storie di ogni persona che verrà a farci visita – sia che si tratti di un artista, di un attore o di uno scrittore – si intrecceranno le une con le altre come tanti fili e formeranno una tela speciale. Ma nella nostra casa non dimenticheremo le fiabe e i miti perché da sempre ci allenano a pensare».

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È col suo fare poetico, la sua dialettica che affascina chiunque abbia avuto il piacere di ascoltarla, che Monica Morini – attrice di teatro e fondatrice insieme al marito Bernardino Bonzani della compagnia Teatro dell’Orsa – non smette di sognare in grande e di far sognare. E ci racconta di un «sogno che culliamo da tanto tempo: la Casa delle Storie».

Dove nascerà e di cosa si tratta?

«Siamo un po’ pazzerelli, lo sappiamo. Ma abbiamo trovato un capannone al Gattaglio, in via Beretti 24/D, a Reggio, vicinissimo al centro. Lo stiamo sistemando e, dal 12 gennaio, sarà il nostro laboratorio aperto, un luogo in cui costruire relazioni interculturali e intergenerazionali, in cui far incontrare le storie, le persone».

Quindici anni fa avete fondato il Teatro dell’Orsa e avete portato dentro e fuori dai teatri, nei musei, sugli autobus, nelle biblioteche, nelle piazze tantissimi spettacoli e proposte insolite. E ora, ecco una nuova scommessa alla quale tutti possono contribuire. In che modo?

«Abbiamo aperto una campagna di crowdfunding. Bastano anche solo cinque euro, è il gesto che conta. È sufficiente andare sul sito IdeaGinger.it e cercare la campagna della Casa delle Storie. La campagna segue la modalità all-or-nothing (tradotto: tutto o niente): se il contributo non verrà raggiunto entro il 30 dicembre, data di scadenza della raccolta, le donazioni torneranno indietro ai sostenitori. Per realizzare il nostro obiettivo abbiamo perciò bisogno dell’aiuto di tutti».



E come sta andando?

«Molto bene. In neanche venti giorni abbiamo coperto il settanta per cento del budget stabilito. Chiaro che la cifra non copre tutte le spese dell’intervento di ristrutturazione ma è per noi un aiuto prezioso. L’adesione della cittadinanza e di diversi artisti ci commuove. Il sostegno sta arrivando anche da fuori Reggio, grazie anche ai giovani narratori che si sono formati con noi negli anni durante ReggioNarra».

Una volta pronta, la Casa delle Storie sarà un luogo nuovo per la città.

«Ospiterà eventi di teatro e narrativi, laboratori, incontri con maestri del teatro e del mondo della cultura, mostre in collaborazione con artisti, illustratori e fotografi, laboratori di scrittura, presentazioni di libri e tanto altro. Sarà anche il luogo in cui proveremo gli spettacoli che porteremo in giro. Sarà di fatto una sala teatro con gradinate in grado di ospitare massimo novantanove posti e con un palco a terra: sarà uno spazio intimo».

Ci diamo appuntamento al 12 gennaio?

«Anche prima: a novembre, in occasione del Reggio Film Festival, il nostro spettacolo teatrale itinerante “Cinebus” partirà proprio dalla nostra futura sede… vi aspettiamo». —



 

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