Nel cielo dell’artista costellazioni di “simboli guida”
L’opera monumentale (150 centimetri per 150) di Omar Galliani sarà presentata al pubblico mercoledì 31 ottobre alle 17, all’Auditorium Vasari, da Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli...
L’opera monumentale (150 centimetri per 150) di Omar Galliani sarà presentata al pubblico mercoledì 31 ottobre alle 17, all’Auditorium Vasari, da Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi. Interverrà Marzia Faietti, coordinatrice della divisione Educazione, Ricerca, Sviluppo, e sarà presente l’artista.
«È il cielo che mi guarda o sono io ad essere guardato dal cielo?», si chiede Omar Galliani nell’ultima frase di una sua riflessione dedicata all’opera. Attraverso questo autoritratto viene infatti sottolineato l’intrinseco legame fra l’autore e il cielo pieno di stelle che disegnano simboli e personali costellazioni. Buddha, il drago, i vasi comunicanti, lo scorpione, il triangolo, le ali, la spada, il leone, le forbici, la mandibola d’asino sono definiti «quasi i suoi santi protettori» da Marzia Faietti. «Le opere di Galliani – prosegue Faietti – mostrano con evidenza un’intima polarità: l’abilità mimetica nei confronti della natura, e, dall’altro, la capacità di smaterializzare figure e oggetti attraverso le soluzioni tecniche adottate. La tecnica e la sua perfetta sintesi con lo stile diventano nel pittore docili strumenti di una visione privata della densità materica, dove l’ars aemula naturae, dopo aver apparentemente celebrato il suo massimo apogeo con la restituzione delle sembianze esteriori, cede il passo al sopraggiungere imperioso dell’evocazione, che ha finalmente il sopravvento sulla descrizione».
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