Gazzetta di Reggio

Festival aperto, danza e musica al teatro Valli con la prima di “Achterland”

Giulia Bassi
Festival aperto, danza e musica al teatro Valli con la prima di “Achterland”

Dopo lo straordinario Cold Blood, ritorna la danza al Festival Aperto che stasera al Valli (ore 20.30) ospita Anne Teresa de Keersmaeker coreografa minimalista e ipnotica: «Nelle partiture l’essenza delle mie creazioni»

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REGGIO EMILIA. Dopo lo straordinario Cold Blood, ritorna la danza al Festival Aperto che stasera al Valli (ore 20.30) ospita Anne Teresa de Keersmaeker coreografa minimalista e ipnotica, il cui lavoro si distingue non solo per la sua continua ricerca a partire dal rapporto centrale e diretto tra danza e musica, ma anche per l’opera di recupero e riproposizione alle nuove generazioni di lavori storici del suo repertorio in un’ottica di contemporanea storicizzazione di lavori nati in e per contesti diversi.

Figura fondamentale nello sviluppo della danza contemporanea, Anne Teresa de Keersmaeker è nata nel 1960; dopo aver studiato danza alla Scuola Mudra di Bruxelles e successivamente alla Tisch School of the Arts di New York, già nel 1980, a vent’anni, crea “Asch”, la sua prima coreografia. Due anni più tardi viene presentata la première di “Fase, Four Movements to the Music of Steve Reich”. Nel 1983 crea “Rosas danst Rosas” e fonda a Bruxelles la sua compagnia di danza Rosas.

In seguito dà vita a un vasto corpus di spettacoli che si rapportano con le strutture musicali e le partiture di tutte le epoche, dalla musica antica a quella contemporanea passando per le tradizioni popolari. La sua pratica coreografica si basa sui principi formali della geometria e su modelli matematici, sullo studio del mondo naturale e delle strutture sociali – aprendo nuove prospettive sul dispiegamento del corpo nello spazio e nel tempo.

Stasera porta in scena “Achterland” in prima italiana: creazione del 1990, fondamentale nel suo percorso, che per la prima volta pone al centro i musicisti. «L’analisi delle partiture è il fondamento delle mie creazioni», dichiarava la coreografa in una intervista. In “Achterland”, l’insolito affiancamento della musica di Ligeti 8 studi per pianoforte a quella di Ysaÿe (Sonate n. 1, n. 3, n. 4 per violino) diventa così fonte di ispirazione per realizzare una partitura danzata in cui il virtuosismo energetico convive in un delicato equilibrio con la sua stessa decelerazione.

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