Un’esposizione su Azzi tra guerra e prigionia
BRESCELLONell’ambito della fiera brescellese, domani alle 11 al museo “Guareschi, il cinema e il territorio” si terrà l’inaugurazione della mostra “In ricordo di Giuseppe Azzi, un carabiniere...
BRESCELLO
Nell’ambito della fiera brescellese, domani alle 11 al museo “Guareschi, il cinema e il territorio” si terrà l’inaugurazione della mostra “In ricordo di Giuseppe Azzi, un carabiniere brescellese tra guerra e prigionia e degli Internati Militari Italiani di Brescello”, preceduta alle 10 dalla presentazione della relativa pubblicazione curata dalla tipografia Valpadana in sala Prampolini. In questa occasione interverranno il sindaco Elena Benassi ed Enzo Azzi, figlio del carabiniere e titolare della tipografia, così come non mancherà il contributo di Istoreco sul tema degli “Imi” di Brescello. Gli “Imi” sono i componenti dell’esercito italiano che rifiutarono l’offerta dei tedeschi di aderire alla Repubblica di Salò, rigettando così la possibilità di evitare una vita di stenti, fame, freddo, malattie e morte per conservare intatta la propria dignità di uomini.
Azzi – scomparso nel 2007 a 84 anni – oltre che per le sue vicissitudini in tempo di guerra e per la sua carriera all’interno dell’Arma, era molto noto per la sua grande passione per la storia e per l’amore verso Brescello. Per molti anni era stato presidente del Gruppo archeologico brescellese “Marco Salcio Otone” e, oltre a raccogliere elementi di storia locale, dall’epoca romana all’Ottocento, aveva anche pubblicato alcune ricerche.
Fu inoltre tra i promotori della nascita del museo archeologico di Brescello e aveva anche condotto alcune “battaglie” polemiche per far tornare a Brescello i reperti che, negli anni passati, erano stati ritrovati nella Bassa. La mostra resterà aperta sino al 6 gennaio. —
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