Gazzetta di Reggio

Aterballetto, tre anni per diventare il punto di riferimento della grande danza europea

Giulia Bassi
Aterballetto, tre anni per diventare il punto di riferimento della grande danza europea

Presentata in municipio la futura attività della Fondazione Nazionale della Danza. Da una parte la crescita della compagnia e dall’altra nuove produzioni e collaborazioni 

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REGGIO EMILIA. Cammina a testa alta guardando avanti Aterballetto sotto la guida di Gigi Cristoforetti, tanto che è pronto a presentare il progetto di lavoro per un triennio nel quale si prosegue nel percorso di ridefinizione della propria identità e dell’ambito operativo, sia a livello locale sia nazionale ed internazionale, puntando ora più che mai alla crescita in qualità della compagnia, guidata dalla coordinatrice artistica Sveva Berti.

A presentare la futura attività in Comune, oltre a Gigi Cristoforetti ed Azio Sezzi rispettivamente direttore e presidente della Fondazione Nazionale della Danza, anche Gianni Cottafavi, responsabile del servizio cultura e giovani in rappresentanza dell’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti, il sindaco di Reggio Luca Vecchi e l'assessore alla scuola Raffaella Curioni che ne ha approfittato per annunciare che «il 26 novembre verrà posta la firma al protocollo d'intesa sul Polo delle Arti costituito da I Teatri, dalla Fondazione della Danza e dall’Istituto Musicale Peri». Presenti dunque i rappresentanti delle istituzioni soci della Fondazione alla quale erogano un milion e 250mila euro la Regione, 350mila il Comune, ai quali vanno ad aggiungersi i 150mila euro di altri enti.

Il sindaco Luca Vecchi, nell’apprezzare il lavoro di riposizionamento della Fondazione a livello cittadino per il dialogo instaurato con le altre istituzioni a partire da I Teatri, Palazzo Magnani, Reggio Children, Reggio Film Festival, ha affermato che «la programmazione di Aterballetto pensata per il prossimo triennio rivela sempre più come Reggio abbia le carte in regola per diventare una sorta di capitale europea della danza, forte anche di questa proiezione internazionale».

Insieme al presidente Sezzi, il direttore Gigi Cristoforetti che ha illustrato la prossima programmazione, ha pure ribadito l'obiettivo di fare della Fondazione Nazionale della Danza il punto di riferimento della danza italiana. «Non solo perché – spiega Gigi Cristoforetti – è la più importante compagnia, ma anche perché ci si propone di offrire un contributo alla diffusione di questo linguaggio e alla promozione della coreografia italiana. Emblematica, in questo senso, la Nid Platform, la piattaforma Nazionale della Danza, proprio a Reggio tra un anno (dal 10 al 13 ottobre 2019).

La Fondazione della Danza è la dimostrazione che l’incontro di un convinto appoggio delle istituzioni con la volontà di innovare i modelli e con il desiderio di sviluppare fino in fondo un potenziale artistico straordinario permette ad una realtà italiana di porsi obiettivi nuovi e importanti su un piano internazionale. Senza smarrire un radicamento che stiamo costruendo a Reggio Emilia».

Si parte da un bilancio dell’attività di quest’anno dedicata alla diversificazione del repertorio per poi arrivare alle novità. Il 2019 parte dagli obiettivi raggiunti e consolida le relazioni produttive nazionali e internazionali mentre prosegue l’attenzione artistica verso un maestro come l’israeliano Ohad Naharin e giovani quali Philippe Kratz, che è anche ammirato danzatore della compagnia, aggiungendo al repertorio l’attesissimo debutto di Rihoko Sato, musa di Saburo Teshigawara.

Questi i coreografi del trittico che debutterà al Festival Oriente Occidente di Rovereto frutto di una vasta collaborazione. «Per quanto riguarda l’attività sul territorio, similmente alla Festa della Danza di domenica, nel 2019 si terrà il Défilé della Danza, una parata urbana coreografata, interpretata da allievi di scuole di danza, del Liceo Coreutico Matilde di Canossa e dell’Istituto “Peri”; avrà luogo nel weekend di apertura di Fotografia Europea e per Reggionarra. Per quanto riguarda il 2020, è dominato dal Don Giovanni, affidato a Johan Inger con debutto al Ravenna Festival che si presenta come uno fra i principali progetti creativi nello scenario europeo.

Si tratta di un’idea importante sul piano produttivo, anche grazie a partner di assoluto rilievo. In città, in autunno, si svilupperà un progetto site specific tra arte e danza (MicroDanze: un’esposizione), condiviso con la Fondazione Palazzo Magnani in occasione di una mostra sulle rappresentazioni della danza nella collezione dell’Hermitage di San Pietroburgo. E intanto a Verona i 250 anni dalla morte di Giuseppe Tartini si celebreranno con una nuova creazione di Diego Tortelli, con musica dal vivo in coproduzione con il Teatro Ristori. Sempre firmato da Tortelli, nascerà inoltre, grazie alla partnership con Oriente Occidente Festival, un duetto per interpreti con e senza disabilità».

A proposito di altre attività – da citare collaborazioni con le città di Parigi, Bruxelles e Atene – ha preso un respiro più ampio il progetto con la Fondazione Feltrinelli, che ha accolto il progetto “Imma”, risultato di una residenza creativa curata da Les Halles de Schaerbeek, con cui è in corso il progetto di una programmazione dedicata alle arti sceniche greche. Tornando a noi, continuerà sempre più articolata la programmazione della stagione in Fonderia instaurando collaborazioni con la MM Contemporary Dance Company di Merola e la Compagnia Simona Bertozzi/Nexus. Mentre fra una settimana, e per un mese, sarà impossibile non far caso a “La città della danza”, mostra urbana con affissioni pubbliche per la città con le fotografie di Toni Thorimbert ad Aterballetto per il progetto In/Finito per Fotografia Europea. —


 

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