Gazzetta di Reggio

IN MOSTRA 

La musica del Sessantotto rivive all’istituto Peri tra canzoni e strumenti

G.B.
La musica del Sessantotto rivive all’istituto Peri tra canzoni e strumenti

REGGIO EMILIAA distanza di cinquant’anni, la memoria dei fenomeni che hanno segnato il Sessantotto riaffiora anche nei documenti della cultura musicale: la Biblioteca Gentilucci dell’Istituto...

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REGGIO EMILIA

A distanza di cinquant’anni, la memoria dei fenomeni che hanno segnato il Sessantotto riaffiora anche nei documenti della cultura musicale: la Biblioteca Gentilucci dell’Istituto musicale Peri espone in mostra (fino al 22 dicembre, dal lunedì al sabato 8.30-19.30) alcuni oggetti significativi, mettendone in luce i contenuti critici, sonori e iconici e riflettendo sul dinamismo e sulla complessità di un decennio cruciale della nostra storia recente, interpretato con esiti diversissimi da compositori, strumentisti e musicisti di estrazione multiforme. «Basandomi in gran parte sui documenti che appartengono al patrimonio della Biblioteca, mi sono preoccupata di fornire l’istantanea di un periodo estremamente ricco di stimoli: l’icona della mostra suggerisce quest’immagine, come raggruppamento indifferenziato di oggetti – commenta la responsabile Monica Boni – In realtà il percorso tende a isolare e definire alcuni filoni del milieu musicale di cinquant’anni fa, che corrispondono ad altrettanti mondi apparentemente non comunicanti, se colti in superficie, ma con molte interferenze, se osservati più in profondità. Seguendo queste linee trasversali è possibile andare dritti al motore, che in quegli anni dovette agire in profondità, come propulsore anche di rapporti, oltre che d’inventiva e di fantasia. Ma attraverso i “quadri” della mostra volevo anche suscitare la sensazione, il ricordo di cose specifiche di quegli anni. Anni che sono stati caratterizzati non solo da fenomeni musicali marcatamente innovativi, ma anche da un particolare momento di rottura dato dalla tecnologia, la quale avrebbe permesso da lì in poi la vera fruizione di massa del prodotto musicale».

La prima teca che si incontra entrando al Peri è proprio quella che espone alcuni di questi strumenti di fonoriproduzione e audioregistrazione, mentre la seconda, collocata nel vestibolo del corridoio, raccoglie esemplari discografici provenienti dagli archivi familiari. «È con stupore e soddisfazione che ad un nostro richiamo molti cittadini abbiano offerto i loro materiali per la realizzazione di questa mostra e a questi va il nostro ringraziamento». —

G.B.

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