Gazzetta di Reggio

«Un focus su Giacomo Puccini per capire quanto fosse avanti»

Giulia Bassi
«Un focus su Giacomo Puccini per capire quanto fosse avanti»

Lo presenta Francesco Filidei, consulente musicale dei Teatri: «Un percorso tra sacro e profano»

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REGGIO EMILIA. Opportunamente si chiama Focus e lo si rivolge a Giacomo Puccini, approfondendo determinati anni della vita del compositore, in particolare gli inizi: l’occasione è l’esecuzione nella nuova edizione critica a cura di Martin Deasyd di “Le Villi” primo lavoro per il teatro da lui composto e che costituì il passo decisivo verso la sua gloria di operista internazionale.

Aspetto questo evidentissimo, invece, in un capolavoro come “Tosca” che apre la stagione lirica dei Teatri (giovedì 22 e sabato 24 novembre ore 20). Intorno alle Villi, programmata una settimana dopo rispetto a Tosca (il 29 novembre e il 2 dicembre), il direttore dei Teatri Paolo Cantù e il consulente musicale dei Teatri, il compositore Francesco Filidei, hanno pensato bene di creare significativi momenti d’approfondimento comprendenti un convegno (domenica 25 novembre, Sala degli Specchi) e due appuntamenti musicali: con l’organista Liuwe Tamminga (sempre domenica 25 novembre, ore 18, sul palcoscenico del Valli) e il “Piccolo concerto” (1° dicembre, Sala degli Specchi).

È Filidei a illustrarci il Focus prima di volare a Los Angeles in quanto nel celebre edificio della Walt Disney Concert Hall, sullo spettacolare organo, dovrà eseguire un suo pezzo. Prima di ritornare a Reggio passerà per Parigi a ritirare il premio conferitogli dalla Fondation Simone e Cino Del Duca, ma intanto la testa e il cuore sono tutti per Puccini: «Siamo partiti – racconta – ponendoci questa domanda: come nasce un compositore? O meglio: come nasce un compositore d’opera nell’800? In questo senso è possibile trovare un percorso comune fra tutti i compositori ?».

La risposta è affermativa, afferma Filidei, «se si pensa proprio alla musica da chiesa, all’organo, strumento sul quale nel XIX secolo venivano suonate anche musiche profane. I nostri due maggior compositori Verdi e Puccini iniziarono proprio con l’organo. Il primo prende parte ad un concorso per diventare organista della chiesa di Soragna e per fortuna, diciamo noi oggi, lo ha perso, altrimenti non sarebbe diventato quel grande musicista che è stato. Mentre Puccini proviene da una famiglia di organisti, in primis il padre Michele, ma anche il nonno e alcuni altri delle precedenti generazioni. Fare l’organista era infatti l’occupazione che permetteva al giovane Puccini di guadagnare del denaro. Per fargli capire questo, il padre, fin da piccolo, gli buttava dei soldi sulla tastiera».

Si studiano i primi passi del compositore Puccini constatando, tra le altre riflessioni, che nell’800 si usava “contaminare” la musica sacra (lo si desume anche dalla conformazione dei registri degli organi in quanto erano muniti di registri come le bande musicali), ecco, il senso del concerto organistico.

«Noi in teatro possiamo mostrare questo aspetto perché abbiamo un organo con quelle caratteristiche che domenica 25 novembre sarà suonato da Liuwe Tamminga, titolare in San Petronio a Bologna. Questi presenterà alcune pagine organistiche pucciniane, tre delle quali sono in prima esecuzione mondiale: “Elevazione in sol minore”, “Offertorio in re maggiore” e “Pastorella gravida”». A proposito di contaminazione, dice Filidei, «il titolo di quest’ultimo pezzo non sa molto di sacro... A parte ciò da tali musiche si vede come il giovane Puccini non ami tanto attenersi alle regole; ad esempio le chiavi antiche diventano le voci di un quartetto, inoltre si percepisce una grande voglia di cercare autonomamente».

Il secondo concerto, quello del 1° dicembre, si collega a una vicenda legata alle Villi che è stata composta per il Concorso Sonzogno (1884). «Sono andato a vedere quale fosse l’opera che surclassò “Le Villi” – racconta Filidei – si tratta della “Fata del nord” del reggiano Guglielmo Zuelli, su libretto di Naborre Campanini, altro reggiano. Nel concerto vocale del 1° dicembre abbiamo inserito un’aria dell’opera di Zuelli insieme ad un brano dell’altra opera premiata: “Anna e Gualberto” di Luigi Mapelli».

Al convegno di domenica 25, che sarà presieduto da Gabriella Biagi Ravenni (fino al 2014 direttore della Fondazione Giacomo Puccini), parteciperanno tra gli altri Virgilio Bernardoni e Martin Deasy autore dell’edizione critica delle Villi. —


 

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