Gazzetta di Reggio

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“Tango Glaciale Reloaded” un viaggio tra passato e futuro

Giulia Bassi
“Tango Glaciale Reloaded” un viaggio tra passato e futuro

Da giovedì 15 a domenica 18 novembre in scena alla Cavallerizza il riallestimento di Martone: «Voglio metterlo alla prova con una generazione che nel 1982 non era nata»

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REGGIO EMILIA. Nel 1982 al Teatro Nuovo di Napoli debuttò Tango Glaciale. La regia era dell’esordiente Mario Martone e in scena Andrea Renzi, Tomas Arana e Licia Maglietta, tutti esponenti di Falso Movimento, il collettivo di artisti che in quegli anni cambiava la storia della sperimentazione teatrale italiana.

Quella sera non solo si aggiunse un tassello fondamentale al panorama della nuova scena italiana, ma s’inaugurava una nuova stagione fatta di corpi, racconti e visioni di straordinaria intensità emotiva. Dopo le neoavanguardie degli anni Settanta, gli anni Ottanta ripartono all’insegna di una nuova “spettacolarità”, tra teatro e danza, musica rock, estetiche pop e riferimenti colti.

Quest’anno Tango Glaciale torna in vita con un nuovo cast in un riallestimento nato non solo come occasione per cogliere l’importanza e la bellezza dello spettacolo e della sua epoca, ma anche come connessione di linguaggi e sentimenti sociali differenti.

La scorsa estate Martone ha riallestito lo spettacolo, per una produzione di Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini e Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto; riallestimento nell’ambito del Progetto RIC.CIReconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/Novanta (ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini) in coproduzione con Fondazione Ravenna Manifestazioni. Nel nuovo riallestimento ha debuttato in gennaio al Piccolo Bellini di Napoli, mentre la prima ha avuto luogo il 1° luglio a Ravenna.

Da giovedì 15 a domenica 18 novembre  (ore 20.30) “Tango Glaciale Reloaded” andrà in scena alla Cavallerizza nell’ambito del Festival Aperto. A distanza di 36 anni torna con un nuovo cast formato da Jozef Gjura, Giulia Odetto e Filippo Porro e un riallestimento a cura di Raffaele di Florio e Anna Redi. «Tango Glaciale – come spiega in un’intervista Mario Martone del quale nel 2004 abbiamo apprezzato la sua regia del “Così fan tutte” per la direzione di Claudio Abbado – racconta l’attraversamento di una casa da parte dei suoi tre abitanti; dal salotto alla cucina, dal tetto al giardino, dalla piscina al bagno: un’avventura domestica che si trasforma continuamente proiettandosi nel tempo e nello spazio. La meccanica visiva dello spettacolo è composta da un sistema di architetture di luce realizzato grazie al montaggio di filmati e diapositive, e permette allo spettacolo di svolgersi in dodici ambienti per dodici diverse scenografie, durante un’ora, alla media di un cambio di scena ogni cinque minuti. In questa griglia spaziale velocissima si svolge il lavoro degli attori».

Tango Glaciale torna nella nostra città, che lo accolse nel 1983, ma questo spettacolo – che fa dialogare tecnologia e linguaggi dell’arte – per il regista non costituisce un’operazione di nostalgia, ma «la ferma volontà di mettere il lavoro alla prova di una generazione lontana dall’essere concepita quando lo spettacolo nasceva». —


 

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