«Una vita sulla pista da ballo, adesso lascio. Però consiglio a tutti di danzare, mantiene vivi»
Reggio Emilia: Luciano Bigi, stella del liscio, appende le scarpe al chiodo dopo 56 anni di danza, 50 dei quali accompagnato dalla moglie Lucia
REGGIO EMILIA. Luciano Bigi (è un nostro concittadino) deve al ballo le più grandi soddisfazioni della propria vita. Non perché, come Bolle, sia specialista sulle punte, ma perché ha basato tutto sulla straordinaria passione per il “liscio”: essendo nato a Reggio Emilia ha scelto la danza che adoravano i nonni.
Così facendo ha conosciuto l’amore, una moglie che lo affianca da oltre mezzo secolo, e ha collezionato una marea di trofei di notevole valore comprese svariate decine di coppe e riconoscimenti, 60 medaglie tutte fatte d’oro e addirittura un’automobile di pregio. Nel bagaglio dei suoi ricordi c’è una esistenza trascorsa quasi sempre danzando, con gioia e con piacere, su centinaia di piste e di palcoscenici. Più volte è stato convocato da emittenti televisive locali e nazionali e di lui hanno parlato riviste e quotidiani.
«Fu mia madre – confessa – a darmi il primo impulso, quando ero ragazzino, e all’età di vent’anni, in una sala da ballo, conobbi Lucia, di cinque anni più giovane, che ho sposato e con la quale condivido cinquant’anni di matrimonio. Con lei ho danzato migliaia di valzer lento, tango, mazurka, polka, beguine. All’inizio andavano di moda anche spirù e raspa. Insomma tutto senza rispettare le posizioni rigide che richiede la danza sportiva. Per me il ballo è un camminare con naturalezza a tempo di musica. Ho imparato da solo ma poi ho insegnato a tanti».
Ora però di primavere ne ha sfogliate parecchie, non si stanca di raccontare il proprio vissuto ma inizia a faticare nel muovere le gambe: «E allora ho deciso di attaccare il ballo al chiodo». Dice che si ritiene fortunato, ma a fine 2018, dopo 56 anni di danza e 50 di matrimonio, ha pensato di dire basta... ma solo alla danza. Vien quasi da credere che se sommasse tutte le ore trascorse ballando salterebbe fuori un tempo pari ad anno intero; e pensare che ogni ballo dura solitamente solo 3-4 minuti.
Luciano Bigi e la signora Lucia (che ha sempre amato cucire gli abiti dei propri show; uno reca addirittura appuntate 60.000 paillettes) hanno primeggiato in quattro Coppe Italia e centinaia di concorsi in tutta la penisola. Nel frattempo si sono diplomati e hanno trasmesso maestria e sapere ad una miriade di giovani. Inoltre hanno tracciato un solco ai figli che ora sono laureati (il maschio in lettere ha ottenuto anche il diploma in pianoforte al Peri, la figlia in psicologia) e negli ultimi tre decenni hanno impartito lezioni, fatto parte di giurie, allevato generazioni di appassionati.
«La musica nel frattempo è cambiata – sottolinea però il signor Luciano – e con lei la danza. Non ci sono più musicisti come Casadei, Pattacini, Gualdi, Nicolucci, Bergamini, ma soprattutto, forse per pigrizia o per vergogna, c’è scarsità di ballerini, mentre le donne questo divertimento ce l’hanno nel Dna. In assenza di partner ci si accontenta quindi dei balli di gruppo e quello in coppia è andato in crisi. Così che molte sale sono state chiuse. Indimenticabile per me un luogo come il Marabù. Resta il mitico Redas e si balla ancora un poco nella nostra regione; molto meno in Veneto, Lombardia, Toscana. Oggi la gestione di un grande locale è troppo costosa per cui si salvano solo quelli dei circoli dove c’è il sostegno del volontariato. Peccato – sospira Bigi – perché il ballo è un hobby che ti aiuta a non invecchiare, ti tiene in ordine il fisico e sveglia la mente, elimina le tossine, ossigena il sangue. Molto meglio del gioco a carte, della tombola. A me ha regalato una montagna di soddisfazioni».
Pochi mesi fa, ad inizio d’anno, Lucia e Luciano Bigi sono stati gli ospiti d’onore, con tanto di premio alla carriera e la partecipazione straordinaria di personaggi come Daniele Cordani e Pamela, Daniele e Lia Tarantino, Barbara Lucchi e tanti altri, del 12° Festival della Canzone che si è svolto a Canolo condotto da Felice Tavernelli. Naturalmente anche lì hanno fatto il pieno di applausi.
Adesso però è arrivato il momento del congedo e Lucia e Luciano Bigi possono uscire di pista con il sorriso, con tanti allori al collo conquistati sempre insieme danzando. Appagati e soddisfatti. Ora forse proveranno a riposarsi un poco: a meno che nelle vicinanze non ci sia qualcuno che voglia far loro uno scherzo e accenda la musica con un brano di “ballo liscio”. —
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