Gazzetta di Reggio

letteratura 

Una “passeggiata” con Luigi Forte nella Berlino degli intellettuali

Giulia Bassi

Il giornalista e studioso domani alle 16 al liceo classico per presentare il suo ultimo libro «Vi racconto cosa accadde tra il 1919 e il 1933»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Tra il 1919 ed 1933 Berlino diventa teatro di grandi esperienze creative, in quanto vi accorrono scrittori, artisti, intellettuali stranieri: da Kafka a Robert Walser, da Roth a von Rezzori, da Crevel a Auden e Isherwood, da Wolfe agli emigré russi Belyj, Nabokov sino a Marinetti e Pirandello. La capitale tedesca, nel periodo compreso tra i due incubi costituiti dai conflitti mondiali, si trasforma nella scena su cui si proiettano esperienze contrastanti in più settori della cultura. È a questo che Luigi Forte – germanista, studioso di letteratura moderna e contemporanea e collaboratore de La Stampa – ha dedicato una ricerca durata dieci anni, e che è sfociata nel libro “Berlino città d’altri” (Neri Pozza).

Il volume verrà presentato domani alle 16 al liceo classico Ariosto (piazzetta Pignedoli, a Reggio) in un incontro in cui l’autore dialogherà con Guido Monti, poeta e critico letterario. «Nel periodo della Repubblica di Weimar, prima che Hitler prenda il potere, si vive a Berlino un periodo denso come l’Illuminismo o il Romanticismo – spiega Forte – che ho cercato di visualizzare attraverso gli occhi di un intellettuale che guarda a quella città come luogo di incontro di sensibilità diverse e insieme di utopie e fantasie».

Forte, che in precedenza aveva fatto studi su Kafka, Roth e Bertold Brecht (del quale ha pubblicato le poesie per I Meridiani), esprime nel parlare dell’argomento un entusiasmo incontenibile: «Berlino si trovava spesso al centro dei miei interessi di germanista e avevo notato come mancasse un’opera che riunisse, per il periodo tra le guerre, tutte le prospettive degli autori stranieri che vi abitavano e a proposito dei quali ho fatto numerose scoperte: Nabokov, ad esempio, vi rimase 15 anni, scrisse 15 romanzi ma non riuscì ad inserirsi; nei libri dell’inglese Christopher Isherwood scorgiamo in prima linea l’amore per Berlino coniugato ad forte senso di disperazione. Degli italiani citiamo Pirandello e Rosso Di San Secondo: il primo sperava di arrivare anche al cinema e di fare successo ma non fu così; bellissimo il ritratto che ne fa Corrado Alvaro in un articolo che lo descrisse seduto con lui al caffè. A Berlino in quegli anni è nata l’industria dell’intrattenimento – continua – si ballava blues, charleston, spopolavano le Tiller Girls, fu anche il luogo di nascita del nuovo cinema e del cabaret. Tutto all’insegna di una spinta incontrollabile verso la modernità e invece, dopo, ci si cala nell’abisso. Quella realtà dominata da un senso di incertezza e mancanza di prospettiva, a fronte di una dinamica culturale intensissima, ci riporta in modo sorprendente al presente. Significativa da Fabian di Kästner: E adesso siamo in una nuova in sala d’aspetto che si chiama Europa e la crisi non finisce mai...». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google