Gazzetta di Reggio

arte e nuove generazioni 

Mus-e celebra Davide Benati con un libro e un evento al Valli

Giulia Bassi
Mus-e celebra Davide Benati con un libro e un evento al Valli

Appuntamento oggi alle 18 nella Sala degli Specchi  Il grande pittore dialogherà con Sandro Parmiggiani

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REGGIO EMILIA

Davvero pertinente, nella Giornata mondiale del diritto del bambino che si celebra oggi, far rivivere l’incontro tra il pittore Davide Benati e i bambini del Mus-e attraverso un evento per raccontare una grande amicizia. L’appuntamento è alle 18 nella Sala degli Specchi del teatro Valli.

Il progetto Mus-e nasce da un’idea del grande violinista Yehudi Menuhin che intuì come la scuola primaria possa essere il luogo dove far crescere le potenzialità espressive e la capacità di osservazione e relazione dei bambini. In particolare si occupa attraverso l’arte, la musica, e la cultura in generale, dell’integrazione degli alunni di etnie diverse.

L’incontro avrà inizio con l’intervento del presidente Mus-e Reggio Emilia Ferdinando Del Sante, che racconterà del rapporto instaurato tra l’associazione, Boorea e lo stesso Davide Benati.

Verrà proiettato il video “Le cose hanno una loro storia” e a seguire la tavola rotonda su “Arte e cultura tra le giovani generazioni ed il sostegno di Boorea per lo sviluppo dell’arte a Reggio Emilia e non solo”.

«Il fatto di insegnare ai bambini mi ha incuriosito – spiega Benati – poiché i miei studenti, quando lavoravo all’Accademia di Brera o a Bologna, erano grandi e alcuni anche miei coetanei; con loro usavo un lessico diretto. Diverso con i ragazzini delle elementari: lì è scattata la voglia di mettere l’arte al servizio dell’apprendimento, in quanto l’arte è una disciplina di grande rigore e ha degli obblighi, come il rispetto delle cose, degli altri. Attraverso l’arte è possibile, in modo profondo, mettere i bambini a contatto con la conoscenza. Parlando con Ferdinando Del Sante – continua – ho capito che l’esperienza di Mus-e è questa». Così il pittore ha invitato un paio di classi nel suo studio di Masone, mostrando loro dove svolge il suo lavoro d’artista. «I bambini – dice – erano incredibilmente curiosi. Ho capito che era un momento delicato, poiché dare a i bambini un messaggio sbagliato, in queste situazioni, potrebbe creare un grande danno».

Del discorso di Benati colpisce la profondità, la concentrazione totale nel raccontare una esperienza accaduta qualche anno fa. Il rapporto tra lui e Mus-e Reggio Emilia affonda le sue radici nel 2011/2012, quando l’artista comincia a creare quei “laboratori”. Tra le varie attività, indimenticabile è stata la lectio magistralis di un anno fa in Sala del Tricolore, che il presidente Del Sante non ha esitato a definire come «un momento di altissima rilevanza pedagogica, culturale e sociale».

Clou dell’incontro di oggi: la presentazione del libro che documenta la sua presenza e il lavoro per Mus-e Reggio Emilia e la conversazione con Sandro Parmiggiani, partendo proprio dai contenuti del libro a lui dedicato, che sarà disponibile in concomitanza con l’evento stesso. «Cosa fondamentale, da cui sono partito con i bambini è stato lo strumento su cui ruota il mio lavoro, vale a dire la tela che è lì... e c’è stato qualcuno che l’ha fatta. Ho mostrato loro come la preparo per dipingere, tirandola adeguatamente: gesti semplici che ho ripetuto per loro disponendo poi per ognuno una “teletta”. Ho cominciato con l’alfabeto che applico ogni giorno tutte le mattine per me stesso e, nel mentre, ho capito quanta attenzione mi abbiano rivolto; prima di procedere ho spiegato l’importanza del disegno per un artista, in quanto è la chiave da cui nasce l’opera. Ognuno di loro si è messo poi al lavoro: disciplinatamente ma giocando». —



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