“Heyvan” di Bhaman Ark vince il primo premio della giuria internazionale
REGGIO EMILIASi è concluso lunedì il Reggio Film Festival, la rassegna internazionale di cortometraggi che si tiene, da ormai diciassette anni, nella nostra città. Nella sala gremita del cinema...
REGGIO EMILIA
Si è concluso lunedì il Reggio Film Festival, la rassegna internazionale di cortometraggi che si tiene, da ormai diciassette anni, nella nostra città. Nella sala gremita del cinema Rosebud sono stati proclamati i vincitori del concorso, che quest’anno aveva come tema “Specchio”.
Ad aprire le danze è stato il direttore artistico Alessandro Scillitani, che ha inaugurato la serata con una pillola per il pubblico: un breve filmato che ha raccolto il meglio delle due settimane della manifestazione. Quindi sono stati presentati i risultati dei workshop che, ogni anno, colorano il festival offrendo un’occasione formativa per chiunque voglia partecipare. Tra questi “Al limite movimenti allo specchio”, una clip d’animazione in stop-motion frutto del workshop “OTTOmani di cinema animato per adulti curiosi”. A seguire “Mirror”, esito del corso “Come realizzare un cortometraggio” guidato, per il terzo anno, dal regista bosniaco Ado Hasanovic.
Dopodiché l’atteso momento delle premiazioni. A meritare il premio “Diversi/Uguali - La differenza è creativa” è stato il corto di Bettina Zironi, “La morte è una livella”. Il “Premio Sound” è andato a “Nena & Dave Stewart: Be My Rebel” del tedesco Virgil Widrich, mentre il “Premio Energee3”, dedicato ai prodotti dal valore filosofico-scientifico, è stato assegnato ex-aequo a due corti spagnoli: “Cuánto. Más allá del dinero” di Kike Maíllo e “Compatible” di Pau Bacardit. Il “Premio Laicità” è stato assegnato al polacco “Evil Deeds” di Piotr Domalewski. Il “Premio Chierici” invece, assegnato dagli studenti del liceo artistico, è andato a “M.A.M.O.N.” di Alejandro Damiani. Anche l’USAC, il programma di studio universitario che ogni anno ospita studenti americani nella nostra città, ha avviato da qualche anno una collaborazione con il Reggio Film Festival. Gli studenti USAC hanno deciso di premiare un corto italiano, “Magic Alps” di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi. Mentre il Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, ha eletto come miglior cortometraggio “Belle à croquer” del regista francese Axel Courtière.
La giuria ha deciso di premiarlo per l’originalità e l’ironia con cui viene affrontato, tramite il cannibalismo, l’incontro-scontro tra carnivori e vegetariani. Il premio della giuria popolare, attribuito dal pubblico in sala, è andato a “Buffet” di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, mentre per la sezione Family è stato scelto “Moroshka” di Polina Minchenok.
Anche lo staff del Reggio Film Festival ha conferito una menzione speciale al tedesco “Quick’n’Clean” di Maria Neheimer. Infine, il “Primo Premio Giuria Internazionale”, selezionato da una giuria di esperti: Mauro Gervasini, critico cinematografico, Cristiano Travaglioli, montatore, lo scrittore Giorgio Scianna, Sandra Campanini, responsabile dell’ufficio cinema del comune di Reggio, e Antonella Arseni del Bolzano Film Festival, è stato assegnato a “Heyvan” dell’iraniano Bhaman Ark con questa motivazione: «L’uomo che si fa animale per oltrepassare un confine è un’idea forte che rimane addosso. Compatto e coerente, cattura nel raccontare una solitudine brutale che non trova riscatto in nessun altrove». Menzione speciale per “Romantik” di Mateusz Rakowicz. Al termine è stato svelato il tema dell’edizione del festival 2019, che sarà “Terra”. —
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