San Prospero, le origini della leggenda: quando il vescovo salvò la città dai barbari facendo calare la nebbia
Tutti a Reggio conoscono questa storia, ma sulle origini del santo ci sono poche notizie certe
REGGIO EMILIA. Prospero, per nascondere la città ai barbari e salvarla dal saccheggio, fece calare la nebbia. Tutti a Reggio conoscono la leggenda, ma se il mito è noto, sulle origini di San Prospero si sa poco e niente. Anticamente lo si confuse con Prospero di Aquitania, segretario e notaio di Papa Leone (440-461) che però era un laico, con moglie e famiglia; nel 1943 Juan Serra Vilarò attribuì a San Prospero un’origine spagnola identificandolo nel vescovo di Tarragona che a causa dell’invasione musulmana si rifugiò in Italia per morire a Camogli nel 711. Ciò che è certo è che Prospero fu vescovo di Reggio Emilia: eletto attorno al 480, resse la cattedra reggiana per 22 anni.
Assistette, quindi, all’invasione degli Eruli guidati da Odoacre e anche a quella degli Ostrogoti. Ed è lì che la leggenda affonda le sue radici. Le cronache del tempo parlano di lui come uomo savio, integro nella fede, accorto e intelligente, nonché astuto e lungimirante politico. Se la tradizione vuole che San Prospero abbia miracolosamente fatto calare la nebbia sulla città, dunque, probabilmente è perché il vescovo si adoperò per mediare con i barbari, evitando che Reggio venisse toccata dalla loro marcia.
Altro mistero è quello delle sue ossa: per qualcuno furono trasferite dopo la sua morte nella nuova basilica di Sant’Apollinare fatta costruire dal vescovo Tomaso fuori dalle mura, mentre stando alle “Notizie storiche della città di Reggio di Lombardia”, scritte da Camillo Affarosi, dovrebbero trovarsi nella attuale basilica.
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