Gazzetta di Reggio

LA PRIMA DELLA STAGIONE LIRICA 

Una Tosca superba apre la stagione del Valli Ottimi cast e scenografie

Andrea Mastrangelo
Una Tosca superba apre la stagione del Valli Ottimi cast e scenografie

Quando esci di casa per andare a vedere una Tosca, il pericolo che metti in conto è trovarti di fronte a qualcosa di già visto e sentito oppure dover fare confronti con qualche centinaio di...

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Quando esci di casa per andare a vedere una Tosca, il pericolo che metti in conto è trovarti di fronte a qualcosa di già visto e sentito oppure dover fare confronti con qualche centinaio di allestimenti prodotti con mostri più o meno sacri tutti finiti in cd o in dvd. La prima della stagione lirica del Municipale ha affrontato di petto il rischio vincendo la scommessa, e soprattutto inaugurando alla grande quel Focus Puccini che ci accompagnerà per dieci giorni.

Non che mancassero le bucce di banana su cui scivolare, considerando che a causa dell’indisposizione del Cavaradossi “titolare” il sostituto Azer Zada si è ritrovato catapultato sul palcoscenico all’ultimo momento.

Chi è stato il migliore in un allestimento eccellente? Probabilmente la luce. In senso letterale, proprio la luce fisica, sempre artificiale _ sia essa di candela o di lampione _ che ha creato l’ambientazione di una Tosca quasi metafisica, nella quale i toni forti hanno rubato il campo alle mezze tinte. Claustrale e carbonara nel primo atto, vicina al satanismo nel secondo, gelida e obitoriale nel terzo, dove la morte dell’eroe rivoluzionario è affrontata dai carnefici come una questione di burocrazia. E’ la luce l’elemento caratterizzante della scenografia splendida di Dario Gessati, in simbiosi con una regia chiara e coinvolgente di Andrea Cigni che ha saputo restare alle spalle delle voci e della musica, senza avere la pretesa di imporsi.

Azer Zada, che ha alle spalle una buona esperienza pucciniana, ha eseguito il compito richiesto, non fallendo i momenti topici. Charlotte-Anne Shipley si è calata nei panni del prototipo di Tosca, ruolo che impone non solo una piena padronanza della materia musicale ma anche una capacità attoriale di primo piano, pena il passare dal tragico al grottesco. Un’ottima performance per il soprano. Ma nella triade dei protagonisti, quello destinato a scolpirsi nella mente è lo Scarpia reso in maniera luciferina da Angelo Veccia, angelo nero del male in un ruolo affrontato in maniera puntigliosa ed efficace. Da parte sua, il maestro Valerio Galli ha firmato una direzione d’orchestra senza indecisioni, approdata ad un successo annunciato già alla fine del primo atto. Questa sera, alle 20, si replica. —





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