«Gli inizi della carriera di Puccini ridisegnata dal ritrovamento di 61 pezzi del tutto inediti»
L’eventoGIULia bassiNon è un simposio come tutti gli altri, ma il Convegno internazionale di studi “Puccini 1870 - 1885. L'organo, il quartetto, l'orchestra, l'opera”, in concomitanza con l’esecuzione...
L’evento
GIULia bassi
Non è un simposio come tutti gli altri, ma il Convegno internazionale di studi “Puccini 1870 - 1885. L'organo, il quartetto, l'orchestra, l'opera”, in concomitanza con l’esecuzione in prima mondiale di tre composizioni organistiche del musicista lucchese, non solo contribuisce a fare il punto sulla sua figura ma, per dirla in modo più esplicito, nel convegno al Ridotto del Valli questa mattina alle 10 (ingresso gratuito fino esaurimento dei posti), si sta lavorando per ridisegnare gli inizi della carriera di Puccini. Parola di Gabriella Biagi Ravenni, già direttore e curatore del Museo Casa Natale e del Centro Studi Giacomo Puccini. Organizzato in collaborazione con l'Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini e il Centro Studi Giacomo Puccini, intervengono al convegno Riccardo Pecci, Martin Deasy, Nicholas Baragwanath, Fabrizio Guidotti, Virgilio Bernardoni e la stessa Biagi Ravenni che in modo davvero elegante ed impeccabile ce ne illustra i contenuti.
«Tutto nasce dal ritrovamento di musiche inedite per organo che sono state eseguite a Lucca Classica l'anno scorso, ma le ricerche fatte con la Fondazione Simonetta Puccini e l’Archivio di Torre del Lago sono proseguite, per cui quando Francesco Filidei, pucciniano sfegatato, manifestò l'intenzione di metter in programma questi pezzi da suonare sul bellissimo strumento del Valli come proposta a corredo de Le Villi, ho sposato subito la proposta. E l’ho anche avvertito sulla probabilità che non ci fosse soltanto “da ripetere” quel concerto ma che ci sarebbero stati nuovi pezzi. Così è avvenuto».
E il convegno?
«Si lega a questo ritrovamento: si tratta complessivamente di 57 brani completi più 4 incompleti. È abbastanza incredibile per un compositore celebre scoprire 61 titoli nuovi: si tratta di una produzione a nostro avviso di estremo interesse, in quanto ci consente di capire meglio come Puccini si sia formato. Analizzando queste musiche sono uscite nuove notizie che sembrano piccole ma tutte insieme ci danno un’informazione più precisa riguardo agli anni lucchesi e milanesi, quelli della sua formazione e il convegno infatti verte su questo: ripercorrere il percorso artistico di Puccini fino alle Villi».
Che considerazione si può fare in generale?
«Puccini tra i musicisti è un caso inusuale, poiché se noi pensiamo ad altri operisti, agli inizi non hanno il mestiere invece Puccini sorprende in quanto nelle Villi controlla tutti i parametri dello stile compositivo e questo “cosa fare”, avendo un percorso alle spalle che gli ha consentito di essere un musicista già rifinito. Quindi già nelle Villi si intuisce che Puccini era già un musicista completo, per il controllo formale, la scrittura per orchestra sviluppata al massimo grado, la capacità di melodizzare su campate lunghe, la raffinatezza armonica, tutti elementi che l’hanno fatto grande».
Di che anni si parla?
«Michele, il babbo di Giacomo, organista, morì quando aveva 5 anni; ma sicuramente anche per gioco lo metteva alla tastiera dell’organo…in seguito la mamma si preoccupò di fargli fare studi regolari e nel 1880 andò a Milano a perfezionarsi. A 14 anni Puccini diventa organista professionista. C’è una lettera molto importante, dove dice che quando arriva a Milano gli si aprono le porte… e questo perché era già formato! In una lettera molto importante racconta che, nel 1876 (già aveva un impiego da professionista come organista) andò a Pisa a vedere l’Aida che così commenta “questa visione mi apri lo sportello musicale” …. Che è in contraddizione con un'altra frase. In quegli anni “ero refrattario alla musica”. Perché ci chiediamo? Perché non voleva continuare a fare quello per cui era stato avviato, non se lo sentiva dentro… dopo gli si sono aperti “gli sportelli della musica”, ma di un altro tipo di musica, l’opera. Tuttavia il percorso precedente gli ha dato i ferri del mestiere.
E Le Villi?
«L‘opera debutta nella prima versione quella in un atto che partecipò al Concorso Sonzogno ed ha successo ma al Teatro Dal Verme il 31 maggio 1884 andò in scena la seconda versione in due atti che fu accolta con parole ancora più entusiastiche. Al convegno Martin Deasy, ricostruisce il suo lavoro fatto sulle due versioni: un compito difficile in quanto Puccini, per ampliare la prima, lavorò su quei materiali alcuni dei quali sparirono».
Qual è l'attività del Centro Studi Giacomo Puccini,?
«Uno dei progetti a lunga gittata è la pubblicazione dell’epistolario di cui entro la fine uscirà il secondo volume a mia cura. Da quando ci siamo concentrati sulle lettere, da 4000 che ne avevamo siamo passati a 8.600. Rilevante il volume uscito in questi giorni “Puccini organista” di Virgilio Bernardoni (se ne parla al convegno) sui pezzi organistici di Puccini il cui ritrovamento, ha rivoluzionato i primi anni della cronologia e le datazioni di tante musiche. Uno dei prossimi compiti del Centro sarà rivoluzionare il “Catalogo Schickling” aggiornandolo con le ultime scoperte». —
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