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Niccolò Bossini dal palcoscenico alla cattedra «Dirigere un dipartimento rock? Perché no»

Cristina Fabbri
Niccolò Bossini dal palcoscenico alla cattedra «Dirigere un dipartimento rock? Perché no»

L’ex chitarrista di Ligabue ha scelto con entusiasmo di contribuire alla crescita del Professional Music Institute di Reggio 

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Dal palco alla cattedra. Niccolò Bossini, dopo un’esperienza decennale come chitarrista di Luciano Ligabue prima e come solista poi, ha assunto la direzione del dipartimento rock del Professional Music Institute (Pmi) di Reggio.

Come mai questa scelta?

«In questi anni il Pmi è cresciuto molto come scuola di musica, ma si è sempre dedicato a generi diversi dal rock. Qualche mese fa a Chicco Montisano, direttore generale della scuola, è venuta l'idea di aprire un “Dipartimento Rock”. All'inizio ero un po' titubante, perché tra l'esperienza con Luciano Ligabue e la mia da solista, erano anni che non insegnavo. Ma l'idea di un dipartimento da poter dirigere, con un programma ideato da me, mi hanno convinto. Il dipartimento ha all'interno classi di canto, chitarra, batteria e basso. La finalità è quella di riuscire, attraverso dei laboratori che faremo già da dicembre, a far suonare gli allievi il più possibile insieme, divertendosi».

Chi sono gli altri insegnanti?

«Io mi occuperò della classe di chitarra, Manuel "Badu" Roncoroni insegnerà canto, Paolo D'Errico basso elettrico e Alberto "Paddo" Paderni la batteria».

Tornando a te, quando hai iniziato a suonare e l’esperienza con Ligabue cosa ti ha lasciato?

«Ho iniziato presto, a 12 anni. Sono già 28 anni che suono e 21 che faccio il professionista: ho passato la maggior parte della mia vita nella musica. L'esperienza con Ligabue è durata dal 2005 al 2015, dieci anni insieme tra studio di incisione e tour. Sono entrato nella sua band che avevo 26 anni, per l'album “Nome e Cognome” e naturalmente tra le esperienze maggiori non posso non citare i tre concerti del Campovolo, quelli a San Siro e all'Arena di Verona e l'ultimo tour con lui, negli Stati Uniti. Ultimamente abbiamo collaborato di nuovo insieme».

Altre esperienze importanti?

«Con i Raw Power, band del mio paese, Poviglio. Con loro a 18 anni ho mosso i primi passi, inciso il primo disco e fatto i primi tour in Europa e Stati Uniti, abbiamo anche suonato due volte al CBGB's di New York. Ultimamente ho collaborato di nuovo anche con loro per la riedizione di "Reptile House”».

E l'esperienza da solista?

«Era uno sbocco naturale. Ho sempre scritto e cantato canzoni e mi sono sempre considerato più come un musicista-artista che come un "semplice" chitarrista. Ho fatto tre dischi (uno registrato al Sound City di Los Angeles), sette singoli e sono stato il primo in Italia a fare una tournée a casa dei miei fan con una vera e propria produzione per promuovere il disco "Secondo Lavoro". Era il 2014 e il tour si chiamava #Acasatour».

Altri progetti in cantiere?

«Sto lavorando con Fabrizio Barbacci (Negrita) e con una band indie rock di Mantova. Collaboro come autore per Warner. Poi ci sarebbe il mio quarto disco solista in cantiere, ma per quello c'è tempo».

L’anno accademico 2018/2019 al Professional Music Institute è partito con diverse novità: conta su uno staff docenti formato da oltre 40 grandi musicisti, ha nuovi corsi, laboratori di musica d’insieme, tre orchestre, un coro, propone la didattica per bambini da 2 a 8 anni, corsi di canto armonico e tanto altro. Questo mese iniziano i corsi complementari e i laboratori di musica d’insieme suddivisi per genere. Tutte queste attività didattiche, e molte altre, sono presenti nelle sedi Pmi, in Via Rodano 13 a Reggio e nell’ex stazione ferroviaria di Barco di Bibbiano. —





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