Gazzetta di Reggio

Nel 1975 la troupe di Bertolucci sbarcò nella Bassa reggiana trasformando centinaia di residenti in comparse 

Quando a Guastalla arrivarono giovani star per girare il film capolavoro “Novecento”

Andrea Vaccari
Quando a Guastalla arrivarono giovani star per girare il film capolavoro “Novecento”

LE TESTIMONIANZEUn improvviso flash. È la sensazione che hanno provato tantissimi guastallesi e residenti nella Bassa, ieri, nell’apprendere la notizia della morte del regista Bernardo Bertolucci,...

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LE TESTIMONIANZE



Un improvviso flash. È la sensazione che hanno provato tantissimi guastallesi e residenti nella Bassa, ieri, nell’apprendere la notizia della morte del regista Bernardo Bertolucci, per i quali la mente è improvvisamente corsa a 43 anni fa. Era infatti il 1975 quando Guastalla venne invasa dalle troupe cinematografiche che qui girarono alcune scene “chiave” di “Novecento”, come il funerale degli antifascisti in piazza Mazzini, con una giovane Stefania Sandrelli commovente accanto a Olmo (Gerard Depardieu) accompagnati da tanti anziani alla partenza dei bambini per la colonia con il treno a vapore.

I ricordi

«Ero uno studente universitario di circa vent’anni – spiega Fiorello Tagliavini, responsabile del settore Cultura del Comune – e ricordo il grande fermento e l’emozione che io e alti provammo nella scena del funerale, consapevoli che davanti a noi c’erano nientemeno che Depardieu e la Sandrelli. Non dimenticherò mai la rotaia con sopra la macchina da presa, e Bertolucci che si vedeva, anche se a distanza. Seguiva attentamente il lavoro degli assistenti e lo ricordo discreto e concentrato. Per me, e credo sia un sentimento comune a molti, è stato un grande orgoglio partecipare a quello che a tutti gli effetti è stato un evento storico».

«Una intera settimana a casa da scuola. È questo il primo ricordo che ho di Bernardo Bertolucci – racconta Fausto Comunale, che a Guastalla ha trascorso l’infanzia – che ci “ingaggiò” tutti, dalle elementari, che frequentavo in seconda, al liceo e oltre. I primi due giorni di riprese si tennero vicinissimo a casa, alla stazione dalla quale saremmo fuggiti in treno con Maria Schneider, Gerard Depardieu e Donald Sutherland, dopo la carica dei carabinieri a cavallo. Poi Gualtieri, sempre in stazione, col pupazzo del giovane Olmo sotto il treno. Allora la sensazione di essere stati parte infinitesimale di qualcosa di grande non c’era, adesso fa sorridere il ricordo di un evento eccezionale nel quale non si aveva ovviamente nessun merito se non quello di essere lì in quel momento».

«Sono anni che ricordo con grande piacere e in modo ancora molto vivo – aggiunge Possidio Mingori, che allora aveva 10 anni –. Fui una comparsa anche dello sceneggiato su Ligabue. Di quel periodo ricordo il grande impegno: anche se eravamo comparse, il tempo da trascorrere sul set era davvero tanto. Ma era bello ricevere in cambio una bella “paghetta” e qualche pasto caldo. Bertolucci lo vidi una volta».

Le celebrazioni

Gualtieri celebrerà Bertolucci domenica 2 dicembre. «Con Bertolucci – scrivono il Comune e la fondazione Museo Antonio Ligabue – se ne va uno dei grandi maestri del cinema. A Gualtieri è esposto il costume indossato in “Novecento” da Dominique Sanda, nella mostra “Umberto Tirelli. Ritorno a Gualtieri”. Negli stessi spazi viene proiettato un filmato in cui Bertolucci parla dei suoi rapporti con Tirelli». Proprio davanti al costume, domenica alle 16 si terrà una commemorazione.

Ancora da definire gli eventi a Guastalla, dove si pensa a una celebrazione, magari legata al catalogo della mostra fotografica dedicata a “Novecento” nel 2005. —





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