«Un genio molto esigente ma sempre gentile con tutti»
Il ricordo di un altro reggiano il borettese Marco Cagnolati che interpretò un inglese nel film da Oscar “L’ultimo imperatore”
Brescello. Altro grande successo di Bertolucci fu “L’ultimo imperatore”, che venne premiato con diversi premi Oscar. In questo film, anch’esso girato in parte nella Bassa padana, soprattutto parmense, vi fu un reggiano che partecipò alla realizzazione della grande opera: si tratta dell’artista borettese Marco Cagnolati, brescellese d’adozione, che figurò come comparsa nella scena del ballo girata a Salsomaggiore, con alcuni primi piani. «Ho grandi ricordi di quel periodo – racconta Cagnolati – con le riprese effettuate nel 1986 e il film che uscì un anno dopo. I ritmi di lavoro erano serrati: si iniziava alla mattina alle 6.30 e si terminava a notte fonda perché se una scena non era venuta bene si accendevano i super riflettori e si girava di notte come se fosse giorno, non c'era tempo da perdere: a fine settimana si doveva essere in Cina con tutta la troupe. Io facevo l’inglese davanti alla cinepresa perché ero biondo con gli occhi azzurri e ballavo il foxtrot. Ebbi anche l’onere di gestire le scene di massa durante il ballo nelle sala dei congressi perché avevo già fatto esperienza girando le scene di massa durante la partita di calcio nel film “Don Camillo di Terence Hill” nel 1983».
Il ricordo di Cagnolati sul regista sfocia anche nel personale. «Bernardo Bertolucci – conclude l’artista – era gentilissimo con tutti, un vero signore che non alzava mai la voce. L'ultima volta che lo abbiamo visto è stato alcuni anni fa in una video intervista di Pierluigi Bonfatti Sabbioni proiettata al film festival di Sabbioneta assieme al film “Il pasticcio” dove io sono protagonista, ed era già in carrozzina». —
A.V.
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