Gazzetta di Reggio

a mantova CINEMA SULLE FORESTE 

C’è un reggiano in concorso al Festival internazionale con il film “L’eredità di Muir”

Linda Magnoni
C’è un reggiano in concorso al Festival internazionale con il film “L’eredità di Muir”

REGGIO EMILIA. C’è anche un reggiano tra gli autori in concorso al “Festival internazionale del cinema sulle foreste”, la manifestazione cinematografica nata nell’ambito del primo Forum mondiale...

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REGGIO EMILIA. C’è anche un reggiano tra gli autori in concorso al “Festival internazionale del cinema sulle foreste”, la manifestazione cinematografica nata nell’ambito del primo Forum mondiale delle foreste urbane. Il forum – che si svolge a Mantova fino al 1° dicembre – ha come obiettivo quello di salvaguardia dell’ambiente.

Tra le sezioni del forum ce n’è una dedicata alla settima arte: un festival cinematografico sulle foreste, pensato apposta per poter contribuire a promuovere le foreste di tutto il mondo anche tramite il cinema, la fotografia, la musica, ed eventi collaterali.

Spirito colto in pieno da Vanni Giannotti, il commercialista reggiano e documentarista per passione che parteciperà al concorso con il suo “The Muir Legacy”. Il film ha già ricevuto diversi riconoscimenti: dopo aver vinto come miglior documentario al Festival internazionale di Imperia di quest’anno, ha continuato a riscuotere successo prima a Genova, dove ha ottenuto il trofeo internazionale “La Lanterna”, poi sul Lago Maggiore, al Festival internazionale del cinema povero. Ora è appunto in gara come finalista al Festival sulle foreste, dove è stato selezionato insieme ad opere provenienti da tutto il mondo.

“L’eredità di Muir” (che sarà proiettato stasera alle 21 al cinema Mignon di Mantova) racconta la vita e il pensiero del più grande naturalista di ogni tempo, lo scozzese naturalizzato americano John Muir. Considerato il padre dei parchi naturali americani, ispirò intere generazioni alla conservazione della natura, costruendo le basi della moderna scienza ambientale. Mentre in Europa nasceva il romanticismo antropocentrico, in cui era l’uomo a trovarsi al centro dell’interesse poetico, filosofico e letterario, negli Stati Uniti il trascendentalismo e i suoi principali interpreti, come Henry David Thoreau, Ralph Waldo Emerson, Bronson Alcott, mettevano al centro la natura e preconizzavano che essa non sarebbe stata inesauribile. Il film di Giannotti vuole riscoprire questo pensiero, accompagnando lo spettatore in un viaggio lungo i sentieri delle millenarie foreste del nord ovest americano, tra le gole dei canyon e nella sconfinata bellezza di cui ci fa dono il pianeta Terra. Come era solito dire John Muir: «Tutti hanno bisogno della bellezza come del pane o del respiro, di luoghi in cui giocare o in cui pregare, dove la natura può guarire e dare forza, al tempo stesso, al corpo e all’anima». —

Linda Magnoni

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