Gazzetta di Reggio

«Abbiamo creato una serie animata per ricominciare a ridere dell’Italia»

Linda Magnoni
Uno dei disegni della seria animata
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Uno dei disegni della seria animata

Reggio Emilia, Giovanardi, Miglioli e Azzali presentano “Verrà un giorno” uno specchio della società, nell’eterna lotta tra bene e male

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REGGIO EMILIA. I suoi autori la definiscono «serialità made In Italy, satira a chilometro zero», ed è qualcosa di completamente nuovo per il panorama della produzione audiovisiva nostrana. Si tratta di “Verrà un giorno”, la serie animata frutto del talento e dell’intraprendenza del collettivo di artisti “Associazione Quarantadue”.

VERRÀ UN GIORNO. Il progetto prende ispirazione dalle animazioni satiriche americane e segue le vicende di otto personaggi in una piccola città di provincia del centro-nord. Tutti amici, tra i venti e i trent’anni, studenti universitari o lavoratori, membri di famiglie borghesi e arrampicatori sociali. Ecco i loro nomi: Emilio Costa, il militante socialista sempre alla difesa dei più deboli; Giulio Valentini, studente di economia e lavoratore saltuario nonché eterno rivale di Emilio; Damiano “Blu” Giunti, ex studente di matematica che, dopo l’ennesimo insuccesso durante un esame, si è trasformato in un essere incorporeo di colore bluastro; Paolo Carmine Camorano, eterno fuorisede di origini pugliesi; Livio Ferrari, paladino dell’arte e della cultura; Stefano Vozzi, hacker dal cuore grande; Pietro Narin, lavoratore indefesso dall’età di cinque anni; Romano Montanari, figlio di un ricco industriale e sempre alla moda.

LA STORIA. In ogni puntata il gruppo si trova a discutere su alcuni dei temi più caldi dell’attualità: dalla politica alla realtà aumentata, dal fair-trade al nichilismo. Nell’eterna lotta tra il bene e il male, in un continuo susseguirsi di vicende assurde e dissacranti, la serie diventa uno specchio della società contemporanea e dell’Italia di oggi, incarnando vizi e virtù dell’italiano medio.

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GLI AUTORI. Il concept è opera di tre giovani reggiani, fondatori dell’associazione e sceneggiatori della serie: Matteo Giovanardi, Alessandro Miglioli e Giovanni Azzali, e ha visto la collaborazione di tanti altri professionisti italiani del fumetto e dell’animazione: il character designer Pablo Cammello, la colorist Marta Baroni, la background artist Federica Bellomi, il capo animatore Luca Zecchi, lo storyboardista Gerardo d’Ambrosio e il sound designer Luca Pretorius.

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PREMI.“Verrà un giorno” ha riscosso successo già l’anno scorso, vincendo, tra le altre cose, il bando REstate nei quartieri indetto dal comune di Reggio, oltre che quello dedicato a “Il prodotto della creatività 2017”, organizzato dalla regione Emilia Romagna e dall’associazione Giovani artisti Emilia Romagna. Ha vinto inoltre una residenza d’artista internazionale finanziata dal governo francese, presso l’associazione “La Petite Pierre”. È stata ospite del Reggio Film Festival e ha ottenuto diversi riconoscimenti anche oltre la nostra provincia, partecipando, sempre quest’anno, al Comicity di Genova, al Giffoni Film Festival, alla Settimana del Buon Vivere di Forlì e al Rome Independent Film Festival, nella categoria miglior cortometraggio di animazione.

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PERCHé LA SATIRA. L’intento è quello di dimostrare che anche in Italia è possibile produrre serie d’animazione per adulti, e non solo distribuire quelle che vengono dall’estero. «Il mercato della satira in Italia non conosce crisi – commenta Alessandro Miglioli, presidente dell’Associazione Quarantadue –. L’italiano comune ama ridere, ma soprattutto ama ridere di se stesso. Finora, nel campo dell’animazione, ha sempre dovuto accontentarsi di ridere di se stesso per interposta persona. Sui nostri schermi Homer Simpson lavora in una centrale nucleare, ma le centrali nucleari in Italia non esistono più dall’87. Vogliamo ridere dell’Italia, vogliamo ridere del nostro contesto, vogliamo ridere di noi stessi». —


 

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