Gazzetta di Reggio

“Cross” invade i chiostri di San Domenico. Tra gli ospiti anche Angela Baraldi: «Sarà una serata incredibile»

Adriano Arati
“Cross” invade i chiostri di San Domenico. Tra gli ospiti anche Angela Baraldi: «Sarà una serata incredibile»

Venerdì 7 dicembre, dalle 18 alle 2 di notte, una trentina di artisti si riuniranno a Reggio Emilia per ricordare la “tradizione del nuovo” 

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REGGIO EMILIA. «Reggio è la città che ha segnato la nuova fase della mia carriera, mi ha accolta, mi ha dato tanti amici. Venerdì ne rivedrò tanti, mi voglio lasciar sorprendere pensando anche a Ero Righi, una grande persona che mi manca molto». Angela Baraldi è una delle ospiti più attese di “Cross vol. 1”, la densissima serata in programma venerdì 7 dicembre ai chiostri di San Domenico in via Dante. Dalle 18 alle 2 di notte si alterneranno una trentina di artisti legati alla storia culturale reggiana, divisi fra parole, suoni e voci.

Sul fronte musicale, il momento principale è l’Emilia Parabolica narrata in un “concerto patriottico” da Massimo Zamboni in compagnia proprio della Baraldi. Il fondatore di CCCP e CSI, assieme agli storici compagni di viaggio Erik Montanari alla chitarra, Cristiano Roversi alle tastiere e al basso, e a Simone Filippi alla batteria, presenterà tanti brani in qualche modo legati all’Emilia, e in diverse canzoni la voce sarà quella della Baraldi, una delle più efficaci interpreti rock italiane.

Il suo sarà un ritorno sul “luogo del delitto”. In quest’ultimo decennio la Baraldi ha spesso affiancato Zamboni nei suoi dischi e nei suoi tour, da solista e con i vecchi compagni dei Post CSI, per chiudere con il tributo alla rivoluzione sovietica del novembre 2017. Tutto merito di Ero Righi, racconta lei, omaggiando una figura centrale degli ultimi decenni di cultura reggiana, e non solo.

Bolognese doc, cresciuta nella scena anni ’80 animata da Dalla, Carboni, Ron e Samuele Bersani, la Baraldi è anche un volto noto di televisione e cinema grazie al film e alla serie “Quo Vadis Baby” ispirate al romanzo di Grazia Verasani. È stata lei ad interpretare Giorgia Cantini, investigatrice privata con la passione del rock che il lavoro di Gabriele Salvatores, regista in entrambe le occasioni, ha cristallizzato con notevole fascino. A Reggio la si è vista spesso in questi anni, da solista, con Zamboni, con Giorgio Canali e per collaborazioni con i Julie’s Haircut e con diversi componenti dei Giardini di Mirò nel tributo Toxic Love.

“Cross” sarà l’occasione per ritrovare tanti volti noti?

«Sì, ed è uno dei motivi per cui sono più contenta. Reggio Emilia mi ha dato un sacco di amici negli ultimi dieci anni, mi ha accolta e coinvolta in tanti progetti artistici molto belli. A partire dalla mia svolta».

Quale svolta?

«Io colloco la data di inizio della mia nuova fase con la partenza del tributo ai Joy Division fatto assieme a Giorgio Canali».

Spettacolo che debuttò ai musei a Reggio durante Fotografia Europea nel 2010. Ne è passato di tempo.

«Parecchio. Il tributo ai Joy Division con Giorgio lo abbiamo presentato a Reggio e da lì è partita una nuova fase per me. In quegli anni ho fatto anche un tributo a Lou Reed con i Julie’s Haircut».

Venerdì potrà ritrovare tanti compagni di viaggio. Lei canterà o racconterà anche?

«Io farò la mia parte musicale, canterò alcuni pezzi del programma di Massimo Zamboni ma non mi sbilancio, lasciamo qualcosa da scoprire».

Per una volta, vista la formula, potrà anche assistere alle performance dei colleghi. È una rarità?

«Per certi versi sì, e questa è una buona occasione, sono comunità che si ritrovano, c’è un bel senso di coesione e io voglio godermelo».

Si è fatta aspettative?

«No, e appositamente. Mi voglio lasciar sorprendere, so che vedrò tanti amici e questo mi carica. Oltretutto in un bell’anniversario».

Quale?

«Il 7 dicembre di un anno fa suonammo a Reggio al palasport, per lo spettacolo I Soviet + Elettricità di Massimo Zamboni. A un secolo e un mese esatti dalla rivoluzione».

A volte ritornano?

«Sono contenta anche di questi ritorni di date, chissà, magari sarò sempre a Reggio il 7 dicembre dei prossimi anni».

Intanto si gode il momento?

«Sarà una festa collettiva con tanta partecipazione reciproca, e questo è il lato bello di questi grandi ritrovi. È un’occasione di crescita».

Crescita?

«Partecipare a questi eventi mi ha permesso di conoscere tanta gente che mi è rimasta amica, Reggio è stata questo per me».

Deve ringraziare qualcuno, in questo senso?

«Ero Righi, è stata lui la figura centrale. Righi mi chiamò quando la serie tv di Quo Vadis Baby era finita da poco, mi cercò per fare concerti dal vivo con i pezzi che cantavo nella serie. È stato lui a creare il collegamento con Canali per realizzare il tributo ai Joy Division. È venuto a mancare un anno fa ed è una grande perdita, mi manca e vorrei ricordarlo».

Per la musica, sta girando col tour del suo disco solista. E l’attrice?

«Vengo da una bellissima esperienza, ho girato una serie televisiva a Roma che uscirà a gennaio su Rai Uno. Si chiama “La compagnia del cigno” per la regia di Ivan Cotroneo, è ambientata al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e la musica è grande protagonista, gli attori sono anche musicisti».

La musica torna sempre?

«Sempre, come gli amici con cui la si crea». —


 

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