La predica di Natale di Prampolini quest’anno è affidata a Carlo Lucarelli
L’appuntamento è mercoledì 12 dicembre al circolo La Paradisa di Massenzatico La serata inizia con la cena
Una predica in noir. Sarà Carlo Lucarelli, uno dei più conosciuti e apprezzati romanzieri e divulgatori italiani, il nuovo lettore della Predica di Natale di Camillo Prampolini.
Mercoledì 12 dicembre Lucarelli sarà a Massenzatico, al circolo Arci le Cucine del Popolo nella sede della Capannina-Paradisa in via Beethoven 78/e, per un momento ormai classico. Da anni le Cucine del Popolo propongono una lettura della Predica di Prampolini, fra i padri fondatori del socialismo italiano che proprio a Massenzatico costruì la prima casa del popolo della nazione. Il testo è senza dubbio il più celebre – bello, struggente e di perenne attualità – dei discorsi a tema composti, e uno dei capisaldi prampoliniani.
Nel 2016 il compito è stato affidato allo scrittore e docente Giuseppe Caliceti, nel 2017 al musicista Massimo Zamboni e nel 2018 tocca a Carlo Lucarelli, romanziere e conduttore televisivo che ha raccontato le vicende più cupe d’Italia a un pubblico generalista. Da sempre attento al sociale, si prepara ora ad affrontare un lavoro decisamente impegnativo, la predica pubblicata su “La Giustizia” il 24 dicembre 1897. E Massenzatico non è un luogo qualunque per ascoltarla. Qui Prampolini è cresciuto dai nonni materni e qui ha dato vita alla prima casa del popolo del territorio italiano, nel luogo dove ora si trova il Teatro Artigiano. E dove ancora è sistemata una targa con la più celebre delle massime prampoliniane, «Uniti siamo tutti, divisi siamo niente». La serata del 12 dicembre prenderà il via alle 20 con una cena popolare con lambrusco e proseguirà alle 21.30 con la predica natalizia. Per informazioni e prenotazioni sulla cena, telefonare al 329-0660868. Lucarelli leggerà un testo di notevole efficacia letteraria, che parte dalla tradizione cristiana e dalla figura del Cristo e toccando il discorso della montagna conduce sino alla classe operaia, ai lavoratori che alla fine dell’800 iniziano ad organizzarsi e a creare quella che poi sarà chiamata coscienza di classe: «Amatevi gli uni cogli altri siccome fratelli, e formeranno dovunque le loro organizzazioni; allora, davanti alla loro crescente e sempre più capace organizzazione, le ingiustizie sociali scompariranno come si dileguano le tenebre dinanzi al sole che nasce. E sorgerà così il mondo buono e lieto della solidarietà umana agognato da Cristo, il “regno di Dio”. Lavorate a farlo sorgere, o lavoratori!». —
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