Cesare Zavattini all’Ottagono con una pittura “che diverte”
La mostra s’inaugura domani pomeriggio alle 17 Il curatore Silvio Panini «Za è stato un gigante un onore averlo in galleria»
Domani alle 17 alla galleria comunale L’Ottagono di Bibbiano arrivano le opere di Cesare Zavattini con la mostra intitolata “La pittura, è un divertimento come andare al cinema. Anzi, di più”.
Con Zavattini si chiude il programma espositivo del 2018, intitolato “Tra tormenti... luci e nebbie”, che ha portato a Bibbiano grandi artisti come Attilio Bizzarri, Giorgio Buffagni, Galliano Cagnolati, Giovanni Laurent Cossu, Enzo Crispino, Gino Gandini, Pietro Ghizzardi, Nello Leonardi, Antonio Ligabue, Bruno Rovesti.
«Non poteva mancare l’artista reggiano per eccellenza – spiega il curatore della galleria, Silvio Panini –. La grandezza di Zavattini, in questo caso pittore, sta proprio nella sua apparente semplicità. Come per tanti grandi artisti, la semplicità è stata, o è, una delle chiavi della genialità. Non è possibile comprendere fino in fondo Zavattini se non si non si riesce a cogliere l’essenza della sua pittura (per certi aspetti innocente) ma rivoluzionaria».
La carriera di Zavattini inizia nel 1931. La sua scrittura non è facile da inquadrare nelle correnti del Novecento. Era autore fortemente critico verso la società, osservata tanto nei suoi aspetti dolorosi quanto in quelli umoristici. Nelle sue prime opere, con contenuti inconsueti, spiccava il rapporto tra realtà e fantasia, e lui cercava di privilegiare la prima attraverso originali mediazioni con la seconda. Nel 1934 si avvicina al mondo del cinema, oltre alla produzione letteraria e a quella pubblicistica, e comincia a dedicarsi con assiduità alla settima arte come soggettista e sceneggiatore. Di Zavattini pittore hanno scritto: «Se si leggono i suoi dipinti con i suoi occhi, se ne comprendono immediatamente la freschezza e insieme la profondità e l’universalità, e si percepisce con palpabile evidenza che si ha a che fare con l’opera di un gigante». Dormani la mostra verrà presentata dal curatore Silvio Panini con l’intervento critico-storico del giornalista Giorgio Boccolari. —
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