Quel forno di Villa Aiola “sorretto” da una famiglia che fa pane da 50 anni
MONTECCHIO. Sono tante le aziende che sul nostro territorio hanno una storia che parte da lontano; una storia fatta di sacrifici, piccoli e grandi successi e soprattutto d’amore per il proprio mestiere.
Il panificio Fantuzzi di Villa Aiola, a Montecchio, fa parte di queste. Esiste da cinquant’anni: l’azienda ha sempre coinciso con la famiglia e la famiglia, attraverso diverse generazioni, ha saputo portare avanti questo lavoro con passione.
Tutto è iniziato prima ancora della Seconda guerra mondiale con il capostipite Eliseo Fantuzzi e la moglie Severina Bedogni, la cui presenza si può ancora sentire attraverso fotografie, attestati ed etica del lavoro trasmessa a figlie e nipoti.
«Oggi tocca a noi figli e nipoti andare avanti con lo spirito, la passione e il rispetto che ci hanno insegnato papà e mamma, e che deve animare ogni nostra giornata nel loro ricordo», spiega la famiglia Fantuzzi.
Eliseo, primo di nove fratelli, era un creativo ed aveva molta iniziativa. Tant’è vero che quando torna dalla guerra d’Africa riprende a fare il fornaio prima a Bibbiano e poi a Barco, ottenendo fin dall’inizio buoni risultati con la clientela.
Nel 1959 la svolta con il trasferimento a Villa Aiola in quella che è l’attuale sede del panificio e la successiva espansione nelle rivendite di Cavriago e Calerno.
Durante questa crescita professionale anche la famiglia si allarga, grazie ai nuovi nati e includendo pure le donne. E la crescita ha coinvolto anche i prodotti, dall’evoluzione alla vera e propria sperimentazione.
Per quanto riguarda il pane è possibile scegliere tra numerose tipologie: molte si ispirano alle tradizioni territoriali, altre nascono invece dall’estro fantasioso del fornaio. Immancabili restano pizze, focacce, panini, tramezzini e torte salate, di più recente produzione sono i dolci e le torte.
Il più giovane lavoratore della famiglia Fantuzzi, Davide, grazie alla sua dedizione e curiosità ha cercato di conciliare questi mondi apparentemente distanti, creando e partecipando ad eventi dedicati ai lievitati, in particolare modo realizzando il panettone da forno. Lavoro apprezzato non solamente dai grandi maestri del settore, i quali lo hanno voluto premiare con la vincita del Bakery 3.0 e la successiva opportunità di partecipare alla mostra “I maestri del panettone”, ma soprattutto dei parenti, entusiasti di vedere un’ulteriore crescita dell’azienda di famiglia e la realizzazione di un sogno, proprio come era stato tanti anni fa per nonno Eliseo. —
N.N.
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