Da quattro musiciste reggiane l’omaggio ad Alma Schindler, compositrice e femme fatale
Domenica (ore 17) all’Auditorium del Peri saranno eseguiti i Lieder di un personaggio mitico. Protagoniste del tributo Loredana Bigi, Cristina Calzolari, Elisa Copellini e Silvia Perucchetti
REGGIO EMILIA. Ad Alma Maria Schindler, uno dei personaggi più influenti del mondo culturale della prima metà del '900, nota per la sua reputazione di femme fatale ma anche compositrice, quattro musiciste reggiane dedicano un concerto in programma domenica alle 17 all’Auditorium Masini dell’Istituto Peri nell’ambito di Soli Deo Gloria.
Considerata da molti la più bella ragazza di Vienna, Alma stringe con molti personaggi importanti rapporti di amicizia (Arnold Schönberg) e relazioni intime (fra cui il pittore Gustav Klimt e Zemlinsky, suo maestro di composizione). Nel 1902 sposa il compositore Gustav Mahler, che le dà il cognome, e alla sua morte ebbe una relazione con l’artista Kokoschka.
Sposa in seguito l’architetto e designer Walter Gropius, nonché lo scrittore e poeta Franz Werfel. Il concerto dal titolo “Alma. Intrecci d’arte nell’Europa del secolo scorso attraverso gli occhi di una musicista” è interamente dedicato a suoi Lieder: protagoniste Loredana Bigi soprano, Cristina Calzolari mezzosoprano, Elisa Copellini al pianoforte, Silvia Perucchetti relatrice.
«Il progetto è il seguito ideale del concerto-conferenza “Concerto delle Donne” che ha debuttato all’interno di Soli Deo Gloria nel 2017 e ha inaugurato una collaborazione volta a inserire ogni anno nel festival almeno un concerto con musiche di compositrici, non solo in relazione a ricorrenze particolari (un esempio su tutti, in prossimità dell'8 marzo) ma come vera e propria abitudine concertistica ancora rara in Italia – spiega Silvia Perucchetti –. Come amo fare, i concerti sono tutti accompagnati da una presentazione che solletichi la curiosità del pubblico a cercare altri ascolti, altre prospettive. La scelta di Alma Mahler è venuta quasi naturalmente al termine del concerto antologico del 2017: la sua figura di donna dal grande fascino e dalla biografia ricchissima (nata al tempo dell'impero austroungarico e morta dopo l'assassinio di Kennedy), aveva colpito il pubblico: ci eravamo lasciati con l'intenzione di proporre per l'anno successivo un concerto monografico».
E i suoi Lieder?
«Eseguire le sue opere, al di là delle tumultuose vicende biografiche (dai celebri tre mariti alla fuga a Los Angeles per sfuggire alla seconda guerra mondiale), è di particolare interesse anche perché di Alma sono sopravvissuti solo 16 Lieder: le altre cento composizioni vennero lasciate a Vienna e andarono perdute sotto i bombardamenti».
C’è anche una particolarità che rendono imperdibile questo concerto...
«Infatti non solo verranno eseguite opere rare, poco diffuse e che sono state incise per la prima volta solo nel 1983: Elisa Copellini e Cristina Calzolari eseguiranno anche due Lieder scoperti solo negli anni '90, fortunosamente riemersi negli Stati Uniti a seguito di passaggi di mano misteriosi; questi Lieder, su testi di Rainer Maria Rilke e Leo Greiner, sono stati pubblicati nel 2000 dalla musicologa Susan Filler, e abbiamo dovuto procurarci la partitura oltreoceano».
Cristina Calzolari, come giudica le composizioni?
«È stato grazie a Elisa e Silvia se ho estratto lo spartito dei Lieder di Alma Mahler - che giaceva intonso da anni nella mia biblioteca - per immergermi nel linguaggio musicale di questa vera e propria icona della prima metà del Novecento di cui conoscevo l'intensa biografia, ma che non avevo mai avuto l'occasione di eseguire. La prima reazione è stata di stupore: gestire una successione di tre mariti e trovare il tempo per comporre è impresa di non poco conto, specialmente quando la varietà e la densità del linguaggio musicale, così come la scelta dei testi, sono ben lontani dall'essere un mero esercizio di stile, bensì il frutto di scelte evidentemente profonde e di una capacità di guardare al futuro mantenendo ben salde radici nel preziosissimo patrimonio liederistico del tardo Romanticismo».
Loredana Bigi, come ha affrontato i Lieder di Alma Mahler?
«Con timore e perplessità per la complessità ed il rigore della scrittura. Nel corso dello studio e delle esecuzioni ho piacevolmente appreso le molteplici chiavi di lettura, che lasciano all'interprete una seducente e sorprendente libertà».
Elisa Copellini, per entrare più nel merito delle composizioni?
«Sono piuttosto complesse e non fanno sconti né al pianista che alla voce. Il legame della musica col testo è fortissimo e ciò dà lo spunto per un articolato lavoro di approfondimento. Ci sono testi di Rilke, Bierbaum e uno di Werfel (il terzo marito). Alcuni sono descrittivi, altri narrativi, alcuni molto ironici. La scrittura della prima serie (che raccoglie i Lieder selezionati da Mahler) è pianistica, mentre l'ultima raccolta presenta una scrittura poderosa che fa pensare a bozzetti per una futura trascrizione orchestrale. Un cenno meritano i due Lieder scoperti e pubblicati recentemente, due “reduci” da quel corpus di 100 opere almeno scomparse, probabilmente bruciate durante la seconda guerra mondiale nella casa viennese di Alma. Ci lasciano l'illusione che ancora qualcosa possa essere scoperto di questa meravigliosa compositrice». —
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