Tutti nella chiesa di San Pietro C’è il concerto per il Mire
Stasera alle 20 si esibiranno l’orchestra giovanile del Peri, due cori e i genitori Corrado Sevardi presenterà l’inno composto per l’ospedale materno infantile
Un po’ concerto di Natale, un po’ concerto per il Mire. In ogni caso la festa è assicurata: per l’elevato numero degli esecutori, i brani in programma e la conclusione inaspettata.
Infatti l’appuntamento nella chiesa di San Pietro, stasera alle 20, con l’Orchestra giovanile e il Coro di voci bianche dell’istituto superiore di studi musicale Peri di Reggio Emilia, finirà con la prima esecuzione del “Canto per il Mire”: un vero e proprio inno composto da Corrado Sevardi.
«È il frutto della mia personale attenzione all’essere genitore – commenta Sevardi –. La nascita di questo padiglione ospedaliero per i bambini mi fa gioire, così ho reagito con quello che so fare: scrivere musica, creare dei suoni. Volevo essere un sostenitore di questa grande impresa e ho scritto un inno festoso».
L’entusiasmo è ancora maggiore pensando alla circostanza di questa sera.
«Ho accolto con immenso piacere, una volta diffusasi la notizia che avevo scritto questa musica, l’invito a farla eseguire in questa circostanza e nella situazione migliore con un’orchestra e un coro di giovani. Ma subito mi sono detto che mancavano le parole, e allora la realizzazione di esse è diventata un progetto nella scuola steineriana, approvato dal suo presidente Davide Zanichelli e coordinato dalla docente Carlina Cabassi. Così al Coro di voci bianche del Peri si è unito il Coro dodecaedro della Scuola Steiner-Waldorf. Meglio di così».
Come suona?
«Solennemente gioioso. Per essere un inno, un brano deve avere alcune caratteristiche che lo rendono tale, a partire da una melodia facilmente memorizzabile. L’orchestra inoltre, mentre il coro canta, non può fare nient’altro che “sostenerlo” suonando la linea principale. In ogni caso questo non vuol dire che sia facile: è quasi una sfida per l’orchestra con i raddoppi delle trombe e un finale coinvolgente che prevede il rullo dei timpani. Come si conviene a un inno».
Ha un titolo?
«“Canto per il Mire”. Ho pensato, nel comporlo, all’inno inglese o tedesco che sono marce eleganti; vi è racchiusa anche una parte più malinconica ma dal carattere più intimista. Non avrei mai immaginato, da una pensata di un giorno, di arrivare ad un evento come questo»
Gabrielangela Spaggiari dirige l’orchestra e i cori. Un bel numero?
«Sono 80 i componenti dell’orchestra che presenta un repertorio di brani classici studiato quest’estate a Ligonchio; ad essi si uniscono i 40 bambini del coro di voci bianche che interpreta brani tradizionali natalizi. Per uno di questi, “Hark! The herald angels sing” e per l’inno del Mire si aggiunge il Coro dodecaedro della Scuola Steiner-Waldorf. Inoltre partecipano i ragazzi e gli educatori del Laboratorio Lesignola, la cooperativa sociale di Canossa che si pone come obiettivo l’educazione relazionale, servendosi soprattutto di attività assistite dagli animali. Con loro, dopo il concerto fatto in ottobre, abbiamo deciso di portare avanti questo progetto. Gli ultimi due pezzi, infine, sono cantati anche dai genitori, per cui il coro aumenterà di 100. Nel complesso, dunque, tra cori e orchestra saremo in 200. Un vero record».
Signora Deanna Veroni, come presidente di Curare Onlus, questo concerto è proprio speciale...
«Infatti. Tra l’altro avviene il giorno prima dell’incontro pubblico alla Sala degli Specchi (ore 20.45) in cui verrà presentato il progetto esecutivo del Mire a seguito del quale partirà la procedura dell’appalto. Sono sicura che il concerto sarà straordinario e poi con questo inno di Sevardi ad esso dedicato... Mi riempie di gioia perché l’evento si presenta anche come omaggio alla città in quanto sono coinvolti davvero tutti». —
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