Gazzetta di Reggio

la storia 

«Ci siamo conosciuti l’11 settembre del 2001»

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REGGIO EMILIA. Fu indimenticabile, per la circostanza in cui avvenne, il primo incontro tra Ian Anderson e Andrea Griminelli . «Chi se lo scorda! Era l’11 settembre 2001, io e Ian dovevamo fare un concerto al Valli nell’ambito della rassegna “Musicare” da me organizzata – spiega il flautista reggiano – Stavamo provando quando ci chiamò il presidente dei Teatri, Elio Canova, per comunicarci del tragico attentato alle Torri Gemelle. Nello sgomento ci siamo guardati: “Cosa si fa?”. Tutti e due sconvolti e con il magone abbiamo deciso di suonare ugualmente. Nel 2001 quando l’invitai a Reggio Emilia, non lo conoscevo. Da allora è nata una grande amicizia, consolidatasi nel corso del tempo attraverso diversi concerti; quella prima performance è stata ripresa dal progetto “Da Bach ai Jethro Tull” ideato da Itullians, il fan club italiano dei Jethro Tull e da GlobArt. Anderson è il flautista rock più famoso e questo concerto in duetto costituisce una splendida occasione per trovarsi: è la terza volta che lo facciamo a Reggio, l’ultima fu per la Croce Rossa a Natale 2007. Ian mi ha anche dedicato il brano “Griminelli’s Lament”: una bellissima danza scozzese dal sapore antico che suonerò questa sera in Ghiara. Sul palco Ian ruba la scena a tutti, non ne parliamo al musicista classico che quando suona è obbligato (almeno così gli insegnano) a star fermo, impalato. Lui invece ne fa di tutti i colori... è diventato famoso perché suona su una gamba sola. È anche un uomo divertente, generoso e molto anglosassone: quando ti vede non ti salta di certo addosso, ma noi ci troviamo bene». —

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