Tracce di moda dal ’500 al ’700 e risonanze novecentesche
I costumi protagonisti da domani a Palazzo Ducale: obiettivo dimostrare che la Quadreria Maldotti è uno scrigno di storie
Si parte dalla Quadreria Maldotti – un patrimonio artistico che da quest’estate è finalmente a disposizione dei cittadini guastallesi e dei visitatori – per fare riflessioni di carattere culturale e storico. Riflessioni che si traducono in mostre e appuntamenti. Gloria Negri, assessore alla cultura di Guastalla, è entusiasta: «Il nostro obiettivo è dimostrare che la Quadreria Maldotti non è un luogo chiuso e lontano da noi, ma uno scrigno di storie e tesori, un mondo di racconti».
Il primo capitolo di questa avventura, che inizierà domani alle 17 e terminerà il 17 marzo, è dedicato ai costumi. «Si tratta di una mostra intitolata “Tracce di moda a Guastalla: ‘500, '600, '700 e loro risonanze novecentesche – spiega Gloria Negri –. È curata da Doretta Davanzo Poli e allestita al Palazzo Ducale di Guastalla. Insieme alla ritrattistica dei Gonzaga saranno esposti quadri affascinanti come quelli che rappresentano le “Otto Dame”».
Si tratta di otto figure femminili ad altezza naturale, circa 170 centimetri, che hanno lo stesso volto ma otto “outfit” differenti di fine Seicento. «Sono state trovate al Maso, a Luzzara, e donate alla Maldotti nel 1981 da Maria Ferrari, vedova di Valente Paralupi – spiega l’assessore –. È probabile che facessero parte di una “galleria delle belle”. A fine Seicento era diventato abituale avere delle stanze decorate con ritratti di dama, questi sono particolari perché sono ad altezza naturale». «Esporremo anche – prosegue Negri – i ritratti dei duchi, l’elenco dei vestiti della marchesa Isabella d’Este e una decina di paramenti sacri conservati nel duomo di Guastalla». Ci saranno inoltre una selezione di merletti d’epoca provenienti dalla collezione Luciana Molinis di Udine e un abito appositamente realizzato dalla costumista Sonia Maestri. Infine un salto nel Novecento: «Grazie a Laura Lusuardi, fashion coordinator di Max Mara, abbiamo fatto una riflessione sul XX secolo. Incredibile come la moda del Cinquecento, Seicento e Settecento sia stata reinterpretata nel Novecento: corsi e ricorsi della storia, ma anche nella moda». —
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