Gazzetta di Reggio

Ian Anderson in forma smagliante strega la basilica della Ghiara gremita

Giulia Bassi
Ian Anderson in forma smagliante strega la basilica della Ghiara gremita

Pieno successo del “The Christmas Jethro Tull”, dai “carols” scozzesi alle mitiche Bourée e Aqualung 

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Mai vista la Basilica della Ghiara così illuminata con fari multicolori dal blu al giallo, dal verde al rosso e al fucsia! Ad un certo punto anche l’organo aveva questo colore, mentre il pubblico che gremiva la chiesa (Sugar Fornaciari in prima fila) era estasiato dalla performance del protagonista: un Ian Anderson in forma smagliante. Questa la cornice in cui si è svolto con pieno successo il concerto “The Christmas Jethro Tull” organizzato a scopo benefico dal Rotary Club Reggio Emilia Val di Secchia che devolverà l’intero ricavato alle celebrazioni dei 400 anni della basilica che si terranno l’anno prossimo.

E Ian in questo incontro di “son e lumière” l’ha fatta da padrone, trasmettendo forza, passione e variopinte emozioni come i colori delle luci che si sovrapponevano agli affreschi. Sono stati diversi i particolari dai quali si è compreso quanto Ian sia abituato a fare concerti nelle chiese perché con la sua scioltezza sembrava abbracciare in toto la Ghiara. Lo ha dimostrato nel “gestire” la serata facendo anche da presentatore scatenandosi come è solito fare; e se dava l’impressione di lasciarsi guidare dal solo istinto, in realtà ogni suo movimento era controllato, in quanto ad uno scatto più incisivo corrispondeva un gesto leggero, un movimento più lieve. E anche nei “carols” della sua Scozia, a volte alle frasi vivaci scolpite con il suo flauto incandescente insieme alla sua band, si contrapponevano incisi dal sapore antico. Padrone dello spazio, chiamava gli artisti, in primis Andrea Griminelli che ha invitato con una smaccata pronuncia anglosassone (con erre ben arrotata) in qualità di “special guest”. Nel programma che prevedeva la partecipazione del Coro della Cappella di San Francesco da Paola diretto da Silvia Perucchetti, vanno citati i duetti tra i due protagonisti con l’esecuzione di Bourée che Anderson ha variato esibendo sorprendenti virtuosismi e il Lament’s Griminelli dal sound poetico. Questi con il flauto vellutato, si è cimentato nei suoi classici: un medley diMorricone, l’Ave Maria di Gounod e l’Adagio di Albinoni-Giazotto. Lo accompagnava all’organo Renato Negri che alla fine ha reso splendidamente l’introduzione di Aqualung, il classico amatissimo dei Jethro Tull e il momento più coinvolgente della serata. —





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