Viaggio nei comuni virtuosi grazie all’ultimo docufilm firmato da Scillitani e Rumiz
Il regista reggiano porta esempi vicini e lontani: «A Novellara messo a punto un sistema di reciproco aiuto che coinvolge la comunità»
REGGIO EMILIA. Oggi verrà presentato in anteprima nazionale, a Trento, il docufilm “Sogni comuni. Un viaggio nelle amministrazioni virtuose” realizzato dal regista Alessandro Scillitani e da Paolo Rumiz. L’appuntamento cade in occasione del dodicesimo Premio Comuni Virtuosi e si terrà al Muse, il Museo della Scienza, alle 11. Ne abbiamo parlato con il regista Scillitani.
Come nasce questo film?
«È un progetto voluto dall’Associazione comuni virtuosi e da Marco Boschini, che ne è il coordinatore. Io e Paolo Rumiz, voce narrante del film, ci siamo messi in viaggio per l’Italia alla ricerca di storie da raccontare. L’idea è stata quella di guardare ai comuni non più come entità astratte. Ci sono realtà in cui, invece, il sindaco è davvero il primo cittadino, colui che si assume la responsabilità di rappresentare tutti. Ciò che ne emerge è un lato umano».
I temi toccati?
« Molti punti cardine dell’associazione comuni virtuosi, a partire dall’ambiente: tante sono le città che si stanno attivando in questo senso, ad esempio con la raccolta porta a porta. È chiaro che sono piccole schegge in un mondo che sembra disinteressato, ma ci sono tanti esempi che funzionano bene e possono fungere da modello per altri. Un altro grande problema è il consumo di suolo. E poi il ripopolamento dei luoghi abbandonati, l’ascolto, l’accoglienza».
Quante testimonianze avete raccolto?
«Una decina in tutto. E a parlare non sono solo i sindaci, ma anche residenti e gente comune. Alcune di queste testimonianze sono vicine a noi: è il caso di Novellara, in cui hanno messo a punto un sistema di reciproco aiuto ed accoglienza che coinvolge tutta la comunità. Bambini e anziani in difficoltà vengono ospitati in questi appartamenti e, grazie ai volontari, trovano una famiglia e qualcuno su cui poter contare».
Altri esempi?
«C’è la bellissima storia della sindaca che ha salvato il fiume. Tra gli anni Settanta e Ottanta il fiume Sangro, in Abruzzo, è stato vittima di una logica scellerata, ingabbiato nel cemento. Ileana Schipani è riuscita a intercettare i fondi che dovevano servire a ripristinare quella gabbia e a usarli invece per demolirla. E liberare il fiume».
Il film arriverà a Reggio?
«Lo proietteremo a gennaio al Cristallo. Ma non ci fermeremo qui, proprio perché tanti altri possano prendere spunto dalle buone pratiche già messe in atto». —
Linda Magnoni
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