Gazzetta di Reggio

Danza e canto 

“Joie de vivre” in Fonderia tra riflessioni e passi firmati Simona Bertozzi

G.B.

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un pensiero in forma coreografica. Questo è “Joie de vivre”, per quattro danzatori e due cantanti, di Simona Bertozzi che dopo il debutto allo Storchi di Modena, arriva in Fonderia domani sera (ore 20.30). «Poche volte – spiega Bertozzi – la dimensione del titolo crea un immaginario diretto che tutti possono costruire. Detto così in francese, contiene anche le ambiguità, i giochi di ironia ed anche il loro contrario. Tuttavia per me significa mettere in campo un elemento energetico, fa pensare di mettere in atto, in un continuum dinamico, una decisa propulsione per conservare nell’ambiente che si sta abitando in quel momento, l’urgenza elementare della propria esistenza. Ma nel sottotesto si allude all’universo vegetale che sono gli esseri viventi più diffusi e antichi che palesano tecniche di propagazione importanti. E noi che pensiamo alle piante come delle cose immobili! Al contrario la loro attività sensoriale è espansa, in quanto mangiano, si nutrono, captano i campi magnetici».

Nulla lascia al caso la Bertozzi, capace di edificare seguendo, per questa sua “Joie de vivre”, una rete di pensieri che rimandano a mondi altri richiedendo un passo coreografico articolato ed originale. Essenziale per lei essere stata coadiuvata da collaboratori capaci di reinterpretare le proprie idee come il drammaturgo Enrico Pitozzi. Così, anche per creare altre sinergie: ad esempio con la musica che Francesco Giomi ha composto mixando elettronica e canto. Essa si presenta come dice la Bertozzi «con dei volumi chiari che interagiscono con i corpi». Per questo profondo e personalissimo sguardo al mondo dei vegetali, ha trovato ispirazione dopo la lettura di “Verde brillante” di Stefano Mancuso, botanico e studioso di neurofisiologia delle piante: una lettura che l’ha portata a fantasticare sull’aspetto energetico legato al mondo dei vegetali, alimentato da un vivo ricordo della sua infanzia trascorsa in campagna.

«In maniera concreta la danza trova riscontro in parole chiave – prosegue Bertozzi – una è arborescenza secondo la quale tutti i vettori del corpo sono in verticale; un’altra si riferisce al messaggio opposto collegato alla gravità, alla terra e al suo sottosuolo quindi alle radici. Entrano nei passi e nella gestualità anche le immagini collegate al vento, alla luce».

Per entrare ancora più nel merito dello spettacolo “Joie de vivre”, che è una produzione di Emilia Romagna Teatro, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Associazione Culturale Nexus (in scena i danzatori Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti e Oihana Vesga insieme ai cantanti Giovanni Bortoluzzi e Ilaria Orefice) racchiude una sorta di drammaturgia degli eventi, lontano da una precisazione didascalica con un inizio, un climax e una conclusione. —

G.B.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google