Franco Nembrini spiega l’Inferno di Dante col vescovo Camisasca
REGGIO EMILIA. Cosa sono l’inferno e il diavolo? Cosa intendeva Dante Alighieri quando scrisse l’Inferno, primo atto della Divina Commedia? Ora di quell’opera c’è una nuova edizione (è in libreria dallo scorso 30 ottobre) pubblicata dalla Mondadori che verrà analizzata e discussa domani sera nell’aula magna dell’università di Reggio, in viale Allegri.
Lettore d’eccezione sarà il vescovo di Reggio e Guastalla Massimo Camisasca. Accanto a lui Franco Nembrini che ad ogni canto ha affiancato un’introduzione esplicativa per facilitarne la conoscenza ai giovani (lui è un insegnante) e ha fatto aggiungere una serie di splendide tavole illustrative realizzate da Gabriele Dell’Otto, disegnatore internazionale che già opera per due grandi case editrici americane con i supereroi Marvel e DC. Il “nuovo” Inferno vanta anche una prefazione di Alessandro D’Avenia.
L’incontro di domani (inizio alle 21) si annuncia come il primo atto di un progetto destinato a proseguire con riedizioni del Purgatorio e del Paradiso ed il Centro culturale Blaise Pascal ha subito deciso di promuovere un incontro pubblico con Camisasca e Nembrini impegnati a dialogare di Dante e del mondo di oggi. Partendo appunto dai quesiti sul diavolo e sull’inferno per arrivare alle domande legate all’attualità: Come uscirne vivi? Quali le speranze del nostro tempo? Su cosa conviene investire? L’esperienza di Dante può illuminare chi è impegnato nell’educazione e vive il rischio del rapporto con l’altro?
Nembrini, che è di origine bergamasca, gira il mondo da oltre trent’anni per parlare di Dante, di educazione, di letteratura ed è autore di numerosi libri. La presenza del vescovo di Reggio può infine essere collegata all’annotazione fatta da Papa Francesco che a proposito dell’inferno ha testualmente affermato: «A questa generazione e a tante altre hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea, l’idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui». Non mancheranno infine i richiami a Calvino che nelle “Città invisibili” cercava di «saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno». —
L.V.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
