Un viaggio nella “luce del nero” con le opere di Maria Valli
La mostra “Disegno nero” dell’artista autodidatta è visitabile fino al 16 marzo nello spazio Vbr Hydraulics di via Sevardi 8 a Mancasale
Fino al 16 marzo lo spazio Vbr Hydraulics di via Sevardi 8, in zona Mancasale, ospiterà la mostra “Disegno nero” dell’artista Maria Valli. Si tratta di 17 opere singole più una complessa e vibrante a parete formata da dieci anime diverse, a cui si affiancano altre stampe non incorniciate. Lo sguardo d’insieme è sorprendente e si compone di disegni, dipinti su tela o carta con tecniche miste, stampe su linoleum, litografie e xilografie che concorrono all’unico progetto di svelare la luce nascosta nel colore che per definizione ne rappresenta l’assenza. «Anche il nero ha la sua luce» commenta Maria Valli. La mostra è di ritorno da Torino dove ha vinto il primo premio della sezione disegno e grafica della VII edizione del Concorso Metropoli. «Mi sono ispirata alle teorie di Pierre Soulages e Michel Pastoureau – racconta l’artista – il nero nella storia ha assunto molteplici valori, dall’eleganza alla negazione della vita, e continua a nascondere oggi infinite possibilità ancor più intense se integrate con cinabro e lapislazzuli». Tante le esperienze che hanno contribuito a formare la sua poetica, dagli studi di fisioterapia, ai corsi di nudo presso il Circolo degli Artisti di Reggio all’atelier dell’artista Mario Pavesi di Novellara. Forte anche l’avventura da scenografa e costumista. «Le parole non mi sono di aiuto nel descrivere la mia pittura perché questa è irriducibile presenza, immanente e attiva, che rifiuta di essere tradotta in qualsiasi altra forma di espressione». È così che Maria Valli definisce la sua arte, come pura e semplice “libertà”. Dal 2016 si dedica ad acquaforte e acquatinta alla Stamperia d’arte dei fratelli Manfredi. «Da autodidatta quale si dichiara – spiega Nicola Arnoldo Manfredi, gallerista e stampatore – Maria Valli utilizza in modo molto personale sia figurazione informale che disegno, sia tecniche dell’unicità. In lei i linguaggi tradizionali (acquatinta, puntasecca, litografia, xilografia) assumono nuova vita. È proprio grazie all’imparar facendo che, nel realizzare le sue matrici, l’artista non soffre di timori reverenziali rispetto all’ortodossia del linguaggio incisorio. L’intento semplice è quello di ottenere un unicum espressivo tra pittura e grafica, sono drammi di segni che talvolta si concretizzano in silhouette umane o suggeriscono storie di forme altre. Le opere diventano allora riflessioni sulla realtà». La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì 10-12.30 e 15.30-19. Negli stessi orari, l’artista sarà presente ogni sabato fino al 16 marzo previo appuntamento fissato telefonando al numero 389-0562691. Non mancherà neanche una mano tesa alla solidarietà con alcuni dipinti messi in vendita per sostenere i progetti dell’associazione Rabbunì che opera sulla strada per il recupero delle persone vittime della tratta. —
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