È tempo di “Pescatore Reggiano” per scoprire cosa ci riserva il 2019
Il 2019 sarà il terzo anno dopo il bisestile. È la prima informazione (riportata in copertina) della nuova edizione dello storico “Pescatore Reggiano”, il tradizionale calendario astronomico, agricolo (e tante altre cose) che arriva ora al traguardo della 173esima pubblicazione.
Il fondatore fu padre Lodovico Angelo da Codogno e per Gianni Bizzocchi, l’editore che la stampa dal 1975, fa parte integrante della vita. Per i lettori rappresenta un condensato di richiami meteorologici che predicono le stagioni, di annotazioni sui pianeti, di riflessioni astrologiche sulle effemeridi del sole e della luna.
La maggior parte delle consultazioni possibili relative al prossimo anno (comune ed embolismico) fanno però riferimento a fiere, mercatoni, feste e riti civili e religiosi in programma sul nostro territorio nel corso dei dodici mesi a venire. Completa il quadro una raccolta di rubriche che possono interessare l’ortolano, l’agricoltore, il giardiniere.
Numerose le firme degli autori di ricordi sui grandi che hanno contrappuntato la storia reggiana: il vescovo Brettoni, Lucrezia Borgia, Matilde di Canossa, il bersagliere Enrico Turrini...
Ma non mancano le annotazioni sui boschi e sulle bellezze naturali del territorio, sui dominatori di un tempo, senza trascurare gli studi e le testimonianze riferite ora ai Borgia ora ai Borboni o alla duchessa d’Este. Alcuni pezzi derivano da ricerche negli archivi, le divagazioni sulla cucina tradizionale dalle memorie del palato. Immancabili le citazioni per Matilde di Canossa e per Secchi che viene festeggiato in questi mesi.
Completano il piccolo maneggevolissimo volume (di oltre 330 pagine) gli orari delle messe festive celebrate in centro storico ed alcuni estratti di vita di papi e vescovi. Non manca davvero nulla per andare ad arricchire la biblioteca storica del passato e programmare il futuro dei reggiani.
Non resta che archiviare il 2018 e iniziare il 2019 con questi versi: “Curvo dagli anni un pescatore sul lido assiso dicea così: come la spuma del salso umore anche il mio crine incanutì”. —
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