Gazzetta di Reggio

Mario Biondi in concerto al Valli: «Vi riempirò di sorprese»

Adriano Arati
Mario Biondi in concerto al Valli: «Vi riempirò di sorprese»

Il cantante si esibirà insieme ai Quintorigo: «Uno stimolo per mettersi in gioco». Sul palco anche i musicisti Federico Malaman, Max Greco e Tosh Peterson

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REGGIO EMILIA. «Suonare a Reggio è sempre speciale, al Valli ancora di più, è il luogo dove sono andato a sentire i “miei” artisti».

È pronto al gran ritorno reggiano Mario Biondi, e non si presenterà da solo. Venerdì 21 dicembre alle 21 il cantante, ormai una stella di livello internazionale, si esibirà al Municipale – all’interno della rassegna Leggera di Arci – per una serata speciale in compagnia dei Quintorigo, una delle più brillanti band fra rock e jazz degli ultimi 30 anni. E non solo: chiuderanno il cerchio alcuni degli strumenti italiani più richiesti, il bassista Federico Malaman e il tastierista Max Greco, e il giovanissimo batterista Tosh Peterson, 17enne virtuoso originario di Los Angeles.

La formazione si è trovata per la prima volta insieme il 21 luglio a Perugia, in una delle serate di Umbria Jazz; al Valli sarà l’occasione per riascoltare le varie anime di una proposta decisamente intrigante per la sua eterogeneità.

Di nuovo tutti insieme. L’esperienza a UmbriaJazz vi è piaciuta?

«A Perugia abbiamo testato la formazione, ci siamo annusati come fanno gli animali. I musicisti hanno bisogno di stare sul palco, di guardarsi negli occhi».

La curiosità principale è per i Quintorigo. Un altro mondo rispetto a lei?

«Sono un loro grande ammiratore dai tempi in cui suonavano a Sanremo con Bentivoglio Angelina».

Il contatto è recente?

«Ci siamo conosciuti negli anni. Io ho lavorato tanto in Romagna, loro sono in gran parte di Cesena e Ravenna, abbiamo suonato spesso con gli stessi musicisti».

Sembrate mondi lontani, ma avete radici comuni nella black music?

«Siamo davvero diversi, i Quintorigo sono molto rock, vengono dal progressive, e sarà una commistione interessantissima soprattutto con Tosh Peterson».

Un giovanissimo fenomeno delle percussioni.

«Lui ha 17 anni, viene da Los Angeles. Ha la carica della sua età, un approccio quasi punk; è un incrocio molto interessante anche con Malaman e Greco».

Per un cantante conosciuto come lei, inserito in canoni consolidato, non è un piccolo salto nel buio?

«Come al solito se non mi metto in difficoltà non sto bene. Ci siamo trovati e abbiamo ragionato insieme. Abbiamo rifatto tanti arrangiamenti, ripescato brani che non facevamo da anni, rivisto canzoni che ora sembrano davvero altre».

Ci saranno anche cover?

«Sì, abbiamo pensato a qualche tributo ad artisti che amo da sempre, Marvin Gaye, Al Jarreau, Lucio Dalla, Pino Daniele. E tante sorprese che mi piacerebbe condividere col pubblico».

Mescolerete i repertori? Lei farà i vecchi brani dei Quintorigo, quando c’era John DiLeo alla voce?

«No, loro faranno i loro brani, e io non lì canterò. Sarà invece l’occasione per rifare pezzi che non eseguivo da tempo, e che ora hanno preso fisionomia diverse».

I Quintorigo da tempo propongono musica quasi esclusivamente strumentale. Per un cantante è un’avventura nuova?

«È uno stimolo gigante, è una gran bella motivazione per far altro, per confrontarsi, per mettersi ancora alla prova e vedere cosa ne esce».

Su un palco che conosce bene, giusto?

«Il Valli è il teatro in cui io ho visto i miei artisti, sono andato lì a sentire il Joe Zawinul Syndicate, Pino Daniele e tanti altri. È un teatro che amo molto».

E siamo a casa sua.

«Sì, a Reggio io ci sono cresciuto, ritroverò tanti amici e sarà l’occasione anche per far venire i parenti: sono già stati allertati».

Ci saranno anche altri ospiti?

«Io, i Quintorigo, Greco, Malaman, Peterson siamo come cinque entità soliste, ognuno farà anche una propria performance individuale. Siamo già in cinque, non c’è bisogno di ospiti». —


 

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