Gazzetta di Reggio

tradizioni 

La magia del Natale nel concerto della Filarmonica del Tricolore

Giulia Bassi
La magia del Natale nel concerto della Filarmonica del Tricolore

Domani alle 18 al teatro Ariosto Il direttore Tincani: «Oltre ai classici renderemo omaggio a Rossini»

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Non si può non notare il bellissimo manifesto rosso fuoco che, in giro per la città, pubblicizza l’evento: il concerto della Filarmonica del Tricolore di domani alle 18 al Teatro Ariosto, ovvero il FilarmoniChristmas che dall’anno scorso sta diventando una piacevole tradizione.

Quel concerto aveva avuto una tale affluenza di pubblico, che una buona parte di esso non ha potuto presenziarvi, perché i posti erano esauriti. Il merito va alla qualità di questa orchestra di fiati, bella corposa, e al suo direttore, Stefano Tincani, la cui preparazione tecnica è pari al suo entusiasmo di musicista convinto ed appassionato, profondo assertore delle peculiarità formative della musica

Ed inoltre ai concerti (il riferimento va a quello realizzato nel settembre scorso sul piazzale antistante la Ghiara in occasione della sagra) e alle esecuzioni dei brani, Tincani intervalla piacevoli commenti e battute abbassando la distanza tra pubblico e palcoscenico, così i concerti diventano spettacoli veri e propri.

Per quanto riguarda il programma di domani, diversamente dall’anno passato, non sarà soltanto dedicato al repertorio natalizio. «Questa volta la Filarmonica renderà un piccolo omaggio a Rossini nella chiusura dell’anno che segna il 150esimo dalla sua morte, con la Sinfonia del Tancredi – spiega il direttore – per poi proseguire con brani originali per orchestra di fiati che narreranno di leggende del nord della Germania medievale, per lambire colori di musiche armene e un brano di alto virtuosismo solista per xilofono. Solista, di questo strumento, sarà Luca Pizzetti, uno studente reggiano assolutamente promettente che ha vinto una borsa di studio per studiare alla Berkeley University in California».

Qual è il resto del programma?

«Ritorniamo successivamente “a casa” con le tradizionali suite di Natale che si ispirano alla tradizione irlandese, italiana e centro europea. Inoltre ci accompagnerà in questo viaggio (e questa è un’altra novità rispetto all’anno scorso), il soprano Annalisa Ferrarini, giovane e molto promettente voce reggiana che ha accettato la sfida di esibirsi accompagnata da un’orchestra di fiati. Da ultimo, non ci facciamo mancare nulla, vi sarà la presentazione dello scrittore reggiano, premio Andersen, Matteo Razzini».

Come risulta la musica di Rossini eseguita dalla banda?

«A mio avviso è molto adatta, per la sua scrittura ricca di importanti melodie che i fiati possono eseguire a meraviglia, e anche i suoi inconfondibili “crescendo” che danno tanta soddisfazione. È un bene che studenti eseguano la musica del repertorio consueto: è un modo per avvicinarli alla musica vera».

Qualche altra peculiarità relativa ai brani che verranno eseguiti?

Uni di questi, come fosse una cartolina, è ispirato ad un castello della Carinzia; un altro è costruito su alcune melodie armene tratte da una raccolta di brani di temi popolari messe insieme dai monaci; infine, una delle due suite di brani di Natale presenta le diverse sezioni degli strumenti».

E l’orchestra?

«La Filarmonica possiede un organico di oltre 70 elementi tra cui non professionisti, studenti dell’Istituto musicale Peri con il quale la filarmonica è convenzionata ormai da molti anni, come con la “sua” scuola Santa Cecilia che ha sede alla scuola media Pertini. Un’orchestra di fiati molto giovane – di questo ne vado molto fiero – con un’età media di nemmeno 25 anni. Quest’anno festeggiamo i 12 anni di attività con numerosi appuntamenti (ieri abbiamo provato questo concerto in San Luigi e domenica lo riproporremo a Mezzani di Parma, in una rassegna organizzata da Marco Pierobon); quindi tournée all’estero (in aprile andremo in Polonia). Non dimentichiamo che le è stata assegnata la certificazione dalla Repubblica Italiana «quale ensemble musicale non professionale di interesse nazionale». Insomma, 12 anni di lavoro ma anche di grandi soddisfazioni!». —





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