Notte di danza al teatro Asioli con la compagnia di Merola
L’appuntamento è domani alle 21. S’inizia col debutto di “Acqua” di Scafati Seguirà “Sulle ali dell’Ippogrifo” per riscoprire le grandi verità di Ludovico Ariosto
CORREGGIO. Con una coreografia dedicata all’acqua, in prima nazionale, e un’altra all’Orlando Furioso, ritorna ad esibirsi all’Asioli di Correggio la Mm Contemporary Dance Company.
L’appuntamento è per domani alle 21 con uno spettacolo nell’ambito di Agora Coaching Project Made in Italy 21.0, vale a dire il progetto annuale di perfezionamento rivolto a danzatori fra i 17 e i 24 anni, che ha sede a Reggio e che dal 2010 è diretto da Michele Merola ed Enrico Morelli; promosso e sostenuto dalla Mm Contemporary Dance Company e dall’Asd Progetto Danza. Unico per le sue caratteristiche innovative nell’ambito della didattica della danza, gode della collaborazione di numerosi coreografi con l’obiettivo di formare artisti ai diversi stili che caratterizzano il panorama contemporaneo.
Nella prima parte della performance dell’Asioli, viene presentata “Acqua” di Roberto Scafati, direttore e coreografo del Balletto di Trier (Germania), che dell’elemento essenziale simbolo di movimento, fluidità ma anche di potente energia, ne ha fornito la sua personale visione coreografica. A questo corrisponde un’interpretazione rivelatrice delle memorie e dei misteri che l’acqua raccoglie nel suo continuo scorrere.
La seconda coreografia “Sulle ali dell’Ippogrifo” di Michele Merola volge lo sguardo al passato e alla cultura umanistica del ‘500. In questa prospettiva, l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto riemerge e illumina di nuova luce alcuni dei temi portanti del nostro tempo. «Sono parole grandi: la tolleranza per il “diverso da noi”, il rispetto per il bagaglio di nozioni ed esperienze spirituali degli “altri”, il confronto teso alla ricerca di una possibile, reciproca comprensione dei “nemici”. Questi, quali che siano il volto, il colore o la lingua che li identificano, sono sempre dissimili da come li abbiamo dipinti in precedenza, senza conoscerli. E hanno ragioni, un vivere e sentire la vita, comunque degni di rispetto. Ce lo insegna il poeta di Reggio Emilia nel “labirinto del caso, dei cuori e dei miraggi” che è il suo Orlando – commenta Merola –. Questo capolavoro trasmette alla coreografia una precisa visione, piena di speranza: vedere nel diverso una possibilità di arricchimento, non una minaccia. La speranza che le religioni uniscano, e non siano pretesto per lotte o violenze. La speranza che la bellezza, l’arte, la cultura siano quel cavallo fatato incaricato di riportare in Terra la ragione, smarrita in un mondo che, a volte, sembra averla persa definitivamente». —
G.B.
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