Al cinema per le feste tra storie antiche e leggende aspettando “Suspiria”
Nelle sale “La befana vien di notte” con la Cortellesi e “I moschettieri del re” di Giovanni Veronesi
REGGIO EMILIA. Prima di queste festività avevamo fatto il toto box office e ci abbiamo azzeccato.
Il titolo più visto in Italia durante queste festività è risultato infatti “Il ritorno di Mary Poppins”, visto da circa 500 mila persone. In questi giorni al secondo posto troviamo Boldi e De Sica con “Amici come prima” visto da circa 400 mila spettatori. Seguono “Bohemian Rapsody” con 195 mila che però è in vetta al box office stagionale. Pensate che in questo mese e mezzo è stato visto da 2.600.000 italiani (incassando quasi 19 milioni di euro). Al quarto posto della classifica “Bumblebee” e al quinto “Spiderman. Un nuovo universo” uscito solo il giorno di Natale.
Come consuetudine diversi nuovi titoli usciranno in questa settimana, quindi i cinefili avranno buoni motivi per andare al cinema.
In questi giorni usciranno due titoli italiani: “La befana vien di notte”, la commedia di Michele Soavi con Paola Cortellesi. Nella pellicola, la bravissima attrice veste i panni di Paola, un’insegnante molto amata dai suoi alunni. Di notte, però, si trasforma nella Befana, con tutti gli acciacchi della terza (anzi, cinquecentesima) età e le incombenze di chi è preposto ad accontentare i desideri dei bambini, per di più in competizione con «quel maschilista di Babbo Natale».
In uscita anche “Moschettieri del re – La penultima missione” di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Sergio Rubini, Rocco Papaleo e Margherita Buy. È chiaramente una nuova Armata Brancaleone quella che Veronesi vuole portare sui grandi schermi, anche se la creatività linguistica è affidata principalmente a D’Artagnan ed è frutto del genio attoriale di Favino, che inventa un grammelot misto di spagnolo, francese e italiano dialettale (gli altri moschettieri si esprimono nei loro accenti personali, e con vocaboli contemporanei).
Nel film recita anche il reggiano Fausto Ferraboschi, noto a tutti come Armando Bolivar. Classe 1968, figlio di contadini, ha da sempre avuto passione per la musica e lo spettacolo: nel 1999 inaugura la carriera da solista, firmando un singolo dopo l’altro e partecipando a svariati festival, finché, nel 2007, arriva il primo album, “Effetto Ferra”. Nel frattempo si trasforma in Armando Bolivar e pubblica un nuovo disco, rock e tutto in dialetto emiliano: “Nustran & a la man”. Due anni dopo, un nuovo album, sempre in dialetto, dal titolo “Salvadeg”. E ora, dopo diverse esperienze televisive locali e nazionali, Bolivar approda al cinema nei panni di Cheveux, il figlio dell’oste che ospita i moschettieri in un momento di pausa.
Il primo di gennaio altri titoli nuovi in uscita: “Aquaman”, il supereroe dell’universo DC Comics creato nel 1941. Arthur Curry noto anche come il protettore degli oceani Aquaman (J. Momoa), esita a prendere il posto che gli spetta alla guida del regno sottomarino di Atlantide. Se nella sua prima avventura corale il giovane ibrido umano-atlantideo ha dichiarato di avere ancora “un casino di cose da fare”, il film da protagonista lo vede più maturo e meno spavaldo, intenzionato a mettere la forza sovrumana di cui è dotato, l’abilità di governare le maree al servizio dei più deboli.
Tra i cartoni animati segnaliamo l’uscita di “Ralph Spacca Internet”. Le avventure di Ralph Spaccatutto proseguono nel mondo di Internet.
Mentre il film che tutti attendiamo è “Suspiria” di Luca Guadagnino con Tilda Swinton. Il film, presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia omaggia Dario Argento ma se ne distanzia anche.
La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un’audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Grazie al suo talento riesce ad attrarre l’attenzione della famosa coreografa Madame Blanc. Quando conquista il ruolo di prima ballerina, Olga, che lo era stata fino a quel momento, accusa le dirigenti di essere delle streghe. Suspiria di Guadagnino è un film di fassbinderiana memoria con décor e protagoniste eccezionali. Un omaggio alle donne e al Cinema. —
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