«Così la musica d’avanguardia può comunicare come il rock»
Il chitarrista reggiano Giacomo Baldelli da qualche anno trasferito a New York: «Nel mio nuovo album voglio interessare anche il pubblico meno esperto»
REGGIO EMILIA. Continua a creare e a esplorare il percorso intrapreso Giacomo Baldelli, il chitarrista reggiano da qualche anno trasferito a New York e che abbiamo avuto modo di ascoltare lo scorso settembre in un recital di notevole qualità nell’ambito del Festival Aperto.
Di recente è uscito il suo nuovo album “Electric Creatures”, pubblicato da Sussidiaria e distribuito da AudioGlobe, una delle firme storiche della musica indipendente in Italia a partire dagli anni '90. Da sempre Baldelli nel privilegiare la letteratura del XX e XXI secolo, intende sviluppare un nuovo repertorio contemporaneo per chitarra elettrica, e questa disco ne costituisce una tangibile testimonianza.
«Vado molto fiero di questo lavoro che rappresenta il frutto di due anni di progettazione, studio, ascolti, ripensamenti – spiega Baldelli –. Non credo mi sia mai successo in passato di produrre un disco che rappresentasse in maniera così definita quello che ho finalmente scoperto essere il mio vero focus di interesse: una musica che possa unire la complessità compositiva della musica d'avanguardia con una comunicabilità propria di certa musica popular: rock, ambient ed elettronica. Una musica “contemporanea” che porti anche l’ascoltatore meno esperto ad ascoltare e riascoltare più volte lo stesso brano».
Il disco è stato concepito e registrato con criteri più vicini alla musica rock che non ai "tradizionali" canoni della musica classica contemporanea, al punto che anche l'artwork, creato da Jennifer Boyd, nuovo direttore artistico di Deezer, riveste un ruolo importante nell'art concept globale. «Per questa ragione – spiega Baldelli – con scelta tecnica volutamente controcorrente (o se volete anacronistica), l'album sarà per ora disponibile solo in copia fisica. La distribuzione digitale ci sarà, forse, ma questa è un'altra storia».
«Nell’album – continua Giacomo Baldelli – troviamo brani per chitarra elettrica sola, anche se in realtà sola non lo è quasi mai. Per questo progetto hanno espressamente scritto Ryan Pratt e Nick Norton, due nomi giovani e promettenti del panorama musicale americano. Al tempo stesso nel disco trovano spazio la prima registrazione mondiale di Three Electric Creatures di Andrea Agostini, nonché la prima italiana di Grab It! di Jacob TV e la mia versione di Until it Blazes di Eve Beglarian».
Ad impreziosire il tutto e con grande soddisfazione dello stesso chitarrista, vi partecipa la sua cara amica, il soprano-compositrice Kate Soper, finalista al Premio Pulitzer 2017.
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