Gazzetta di Reggio

Il New York Times celebra Luzzara, il paese di Zavattini tanto amato dai fotografi

Andrea Vaccari
Il New York Times celebra Luzzara, il paese di Zavattini tanto amato dai fotografi

Il paese della Bassa ha attirato Paul Strand, Gianni Berengo Gardin e ora l’americano David Maialetti. Al centro del suo progetto la resistenza all’odio e all’ondata xenofoba 

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LUZZARA. Luzzara sbarca sul New York Times. La sua storia, i suoi abitanti e le sue atmosfere tipicamente padane sono al centro di un servizio pubblicato sulla versione online della “Vecchia signora in grigio” (“The old woman in grey”), come viene affettuosamente definito il celebre quotidiano americano dai suoi più affezionati lettori, a firma di Joseph Sciorra, direttore associato per i programmi accademici e culturali presso il John D. Calandra Italian American Institute, un istituto di ricerca dedicato alla storia e alla cultura italoamericana istituito presso il Queens College (City University of New York).

Sciorra illustra il libro fotografico “Luzzara. Un altro sguardo” del fotografo americano David Maialetti, presentato a Luzzara lo scorso 12 ottobre e che rappresenta un nuovo ritorno nel paese di Zavattini, un progetto fotografico sugli abitanti di Luzzara frutto di quattro anni di lavoro (2014-2017). Evidente il legame con le fotografie di Luzzara scattate da Paul Strand nel lontano 1953 per quello che sarebbe diventato, grazie alla fondamentale collaborazione di Cesare Zavattini, uno dei libri fotografici più influenti del secondo Novecento, “Un paese”, nel quale vennero immortalati decine di luzzaresi. Maialetti – che fa attualmente parte dello staff del quotidiano Philadelphia Inquirer – iniziò ad appassionarsi a Luzzara nel 2014, quando, in occasione della mostra “Paul Strand: Master of Modern Photography”, una delegazione luzzarese andò al Philadelphia Museum of Art e lo incontrò.

«Nel mondo della fotografia – scrive Sciorra – Luzzara è un’entità conosciuta. Nei primi anni ’50, lo sceneggiatore e teorico neorealista italiano Cesare Zavattini, che nacque lì, introdusse Paul Strand in città, e insieme produssero “Un Paese”, che fu pubblicato in Italia nel 1955 e negli Stati Uniti nel 1997. Ritratti di cittadini e immagini della loro vita e paesaggio erano accompagnati da storie orali che raccontavano le esperienze della gente di lavorare la terra, sopravvivere alla guerra e godersi i piaceri mondani della vita. Le fotografie di quella iniziale collaborazione sono diventate famose nella cultura visiva mondiale. La sfida visiva di Maialetti di “tornare” alla documentata Luzzara è ulteriormente complicata dal fatto che è stato preceduto da luminari come Gianni Berengo Gardin e Stephen Shore, che hanno fotografato la città, nel 1973-74 e nel 1993».

«La schietta visione di Maialetti – sottolinea l’articolo – abbraccia le realtà dell’Italia contemporanea dipingendo i nuovi immigrati e i loro figli che costituiscono il tessuto sociale della Luzzara di oggi. Le sue immagini mostrano africani e sud asiatici in kufis, turbanti, patkas e sciarpe a casa, al lavoro e in gioco, tutti come membri della società locale. L’acuità visiva del fotografo posiziona questi nuovi italiani a Luzzara in un momento in cui è in crescita l’ondata xenofoba e razzista nel Paese. Forse la fotografia più rivelatrice di una nuova Italia è quella di due uomini più anziani – uno, con indosso un turbante – raggianti, con le braccia amorevolmente distese l’uno sulle spalle dell'altro. Stanno davanti a una porta, come se avessero appena camminato nel futuro». —


 

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