Gazzetta di Reggio

castelnovo monti 

Paola Gassman al Bismantova con “Tutte a casa” storia di donne e di guerra

Giulia Bassi
Paola Gassman al Bismantova con “Tutte a casa” storia di donne e di guerra

Lo spettacolo in scena stasera alle 21 «È una commedia che fa ridere anche se ci sono episodi drammatici» 

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Un cognome, una garanzia. Prima di tutto di serietà e poi di passione e tenacia. Non solo, Paola Gassman è una di quelle attrici che, come tutte le grandi, deve assolutamente sentirsi a proprio agio con il personaggio che interpreta e così sceglie ruoli che comunicano degli ideali, trasmettono messaggi, manifestano contenuti vivi. Lo fa da tanto tempo e continua a farlo, rimanendo sempre se stessa.

Anche questa volta sarà così in “Tutte a casa”, lo spettacolo in scena stasera (ore 21) al teatro Bismantova di Castelnovo Monti, dove la Gassman è in scena insieme a Mirella Mazzeranghi, Paola Cruciani, Claudia Campagnola e Giulia Rupi. «È una commedia dove si ride parecchio – spiega la Gassman – anche se si svolge durante la guerra, che irromperà in maniera drammatica soprattutto nella vita di uno dei personaggi. Siamo in cinque donne i cui uomini sono al fronte. Io sono Margherita, moglie di un proprietario di autocarri, imprigionato poi dagli austriaci. Lei, signora della Milano bene, si fa coraggio e decide di prendere le redini dell’azienda di famiglia, passando dalle frivolezze dei salotti altoborghesi alla prosaica ma operativa concretezza della fabbrica. Il testo, scritto per noi da Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis, mostra nonostante tutto un suo lato di comicità, in quanto la protagonista non sa fare proprio niente... ma vuole comunque farcela. Da qui emerge l’aspetto femminista che connota la storia: è come se si fosse buttato un seme...».

Questo è il secondo anno che lo spettacolo viene rappresentato in alcuni teatri italiani dopo la triste vicenda che all’inizio ha riguardato una delle attrici, Lydia Biondi, essendo venuta a mancare. Paola Gassman non nasconde che è stato un duro colpo per loro: dopo aver smesso un anno, hanno ricominciato con Paola Cruciani.

«Le altre quattro donne a volte incoraggiano Margherita, a volte la osteggiano – continua a raccontare la Gassman – una è Silvana, la segretaria del marito, che diventerà sempre più manageriale, una socialista combattiva a cui la guerra porterà via l’amatissimo figlio. E poi la giovane mamma Teresa, tutta casa e chiesa, e la gioviale Giacomina. Per salvare azienda e lavoro, le cinque imparano a confrontarsi e supportarsi, improntando il loro rapporto a valori di solidarietà e comprensione. E a proposito di femminismo, affrontano anche le dure questioni sociali e sindacali poste dalla leader delle operaie, impersonata proprio da Paola Cruciani. Il successo coronerà la loro costanza, ma il termine della guerra segnerà anche la fine della loro avventura da protagoniste». È da cinquant’anni ormai che Paola Gassman calca le scene, mostrando un immutabile entusiasmo. «Guai se non fosse così – afferma subirto – e ho anche tanti sogni nel cassetto: uno riguarda la possibilità di riprendere la tragedia greca, ma in quest’epoca non va di moda, perché la gente vuole ridere. A breve, nel mese di marzo, il debutto di “Otto donne e un mistero” di Robert Thomas».

Si tratta della commedia francese da cui fu tratto il celebre film di François Ozon del 2002 con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Fanny Ardant e Virginie Ledoyen. Un uomo assassinato, otto donne – tutte con un possibile movente – bloccate in casa senza poter comunicare con l’esterno. «La peculiarità di questo testo – conclude la Gassman – è da trovare nelle diverse caratteristiche delle donne che non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità». —



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