Gazzetta di Reggio

Incontri con l’autore 

Ossorio e la sua “Mammana” «Un giorno mi è apparsa Lucina...»

Chiara Cabassa
Ossorio e la sua “Mammana” «Un giorno mi è apparsa Lucina...»

2 MINUTI DI LETTURA







Weekend reggiano per Antonella Ossorio, che dopo essere stata ospite venerdì sera del club di lettura Degustibook, ieri mattina ha fatto il bis nel salone della parrucchiera Anna Palermo (cofondatrice del club) presentando il suo romanzo “La mammana”, edito da Einaudi. Una platea affollata, in un salone dove i libri convivono serenamente con spazzole e phon, che ha seguito con grande interesse il dialogo tra la presidente di Degustibook, Luisa Reato, e la scrittrice napoletana. Un libro, quello di Antonella Ossorio, difficile da presentare senza svelarne i segreti. Come è impossibile parlare di questo libro senza suscitare la voglia, per chi non l’ha ancora fatto, di leggerlo tutto d’un fiato. Numerosi i temi del romanzo di cui si è parlato con l’autrice: dai concetti di scelta e di adattamento con cui tutti i protagonisti del romanzo hanno a che fare. Dal tema senza tempo della sorellanza a quelli più che mai attuali come identità di genere, fragilità, diversità.

Ma come nasce “La mammana” (termine arcaico sinonimo di levatrice)? «L’ispirazione – racconta Ossorio – arriva dalla figura di Carolina Cracami, “la nana siciliana” che, nell’800, veniva esibita come fenomeno nei circhi di tutta Europa. Per poi morire a 9 anni a Londra dove si trovava per esibirsi davanti alla regina. Per anni ho pensato a come trovare una chiave nuova per raccontare la diversità».

Già, diversa come Stella, la bambina dalla pelle di alabastro, nata il 1° marzo del 1843 a Marzanello, rifiutata da tutti a partire dai genitori perché albina, e quindi considerata portatrice di disgrazie. «Come co-protagonista – prosegue l’autrice – mi ero inventata un’anziana nutrice... Poi è apparsa Lucina, giovane e bellissima mammana, e ha preso il sopravvento su tutto. A dimostrare che la scrittura ti tira fuori quello che inconsapevolmente avevi già dentro». Un romanzo intriso di realismo magico che si svolge su due livelli temporali («mi piace procedere in modo non lineare e tendo a cercare la chiave di lettura del presente nella memoria»). Un romanzo dove la leggerezza di scrittura prevale sulla drammaticità («quello che ho sempre cercato di evitare è la morale, perché il libro non deve essere considerato una medicina”). Anche se “La Mammana” una medicina potrebbe esserla. Di quelle che invece dell’amaro in bocca, ti lasciano un nuovo sguardo sui sentimenti autentici. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google