Gazzetta di Reggio

LETTURE A NOVELLARA 

L’omaggio a Fosca: «Scriveva per continuare a vivere»

L’omaggio a Fosca: «Scriveva per continuare a vivere»

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NOVELLARA. In quel gioiello che è la Sala del Fico, nella rocca dei Gonzaga, giovedì scorso si è dovuti andare a caccia di sedie nell’attigua biblioteca per potere accogliere le tantissime persone che hanno risposto all’appello del gruppo di lettura La Spezieria. “Varie memorie e dolci ricordi-Gli scritti di Marisa Bertozzi e Fosca Soprani” il titolo dell’incontro nel corso del quale non sono mancati momenti di commozione. Innanzitutto per il vuoto immenso lasciato da Fosca Soprani, scomparsa il 2 agosto scorso, in una comunità, quella novellarese, nella quale si era spesa e adoperata fino agli ultimi dei suoi giorni.

Assidua frequentatrice dell’Università della Terza Età ma anche dei gruppi di lettura, aveva sempre le antenne dritte a cogliere ciò che di culturale accadeva in paese. Che fossero appuntamenti con l’arte o la filosofia, con la musica o la letteratura, la sua curiosità con gli anni non si era per niente spenta. Anzi. Con l’aiuto di quel computer che, visto all’inizio con sospetto, era presto diventato per lei indispensabile, aveva raccolto ordinatamente ogni suo scritto, ogni suo appunto, qualsiasi ricordo troppo prezioso per andare perduto. «In qualche suo racconto – hanno ricordato i lettori de la Spezieria – Fosca aveva scritto, facendola sua, la frase del Cardinale Martini: “La parola supera e salva ciò che muore” e lei ogni tanto scriveva per continuare a vivere». Sei i racconti di Fosca letti l’altro pomeriggio: da “La coperta di lana” a “Ciò che è scomparso”, da “Ciò che rimane” a “Il mio primo libro”, da “La piccola Olga” a “Una vecchia storia”. Tutti racconti nei quali Fosca ritorna al periodo d’oro, perché così lo aveva conservato nel cuore, di una infanzia trascorsa osservando la bellezza della natura e coltivando quella libertà che non avrebbe probabilmente mai più gustato nella sua pienezza.

I ricordi sono anche il filo conduttore degli scritti di Marisa Bertozzi, presente in sala, di cui sono stati letti “Armonie”, “Tintinnano i coperchi e fischia il vapore” e “La vita di corte”. Marisa, iscritta all’Associazione Scrittori Reggiani, ha partecipato a diversi concorsi letterari ed è stata premiata più volte. Nei suoi scritti, sia in versi che in prosa, rispolvera ricordi e li intreccia alle sue riflessioni. E, diventata nonna, lascia spaziare la fantasia sconfinando nel mondo delle favole. Un passato, e questo vale per Marisa Bertozzi come per Fosca Soprani, che diventa incontrastato protagonista quasi che l’alternativa fosse quella di sparire portandosì con sè la vita intera. —

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