Gazzetta di Reggio

Cultura e impegno civico la chiave per riqualificare Reggio

di Luca Vecchi*

Il sindaco vede nel regalo di Salgado un segno simbolicamente potente su come sia necessario affrontare i temi delle città nel nostro tempo 

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L’Intervento

di Luca Vecchi*

La mostra donata da Sebastiao Salgado a Reggio Emilia è un fatto di grande importanza, ben oltre il prestigio culturale dell’esposizione. Salgado è un fotografo da sempre proiettato sull'umanità. C’è chi ha definito la sua arte come la base di un nuovo umanesimo, narrato con la fotografia. Il suo “regalo” è dunque un segno, simbolicamente potente, su come affrontare i temi delle città nel nostro tempo. Ho pensato in questi giorni ai 15 anni di Fotografia Europea, alla perseveranza e alla determinazione con cui la città dando continuità ad un progetto ha affermato e consolidato un posizionamento nazionale e internazionale nel campo della fotografia. Possiamo vedere l'opera di Salgado per Reggio Emilia come qualcosa di totalmente indipendente, ma possiamo anche pensare che questo non sia che una ulteriore tappa del rapporto tra la città e la fotografia.

Voglio sinceramente ringraziare Casa d’Altri per quanto sono stati capaci di realizzare. Casa d'Altri è una associazione, tra le tante che ogni giorno sono protagoniste della vita civile, sociale e culturale della nostra città, che ha avuto una sua specificità; quei ragazzi - Khadija, Claudio, Alessandro - hanno creduto in un progetto: produrre riqualificazione sociale e urbana, attraverso l'arte, la cultura, la bellezza. Provare a farlo nel luogo più difficile della città. Il progetto del Binario 49 ha questo significato. Il Comune ci ha creduto e da subito abbiamo voluto dare il massimo sostegno.

Poi c'è via Turri. Via Turri, al di là della rappresentazione che alcuni ne fanno, è molte cose. È il lavoro della scuola Elisa Lari, la riqualificazione del Parco delle Paulonie, è la scelta di insediare in quella zona la sede della polizia municipale, sono le tante realtà che individualmente o insieme ad altri sono ogni giorno impegnate, magari a fari spenti. Senza nascondersi i problemi, continuando a lavorare sulla sulle sicurezza, si possono però mettere in fila in vari puntini: Salgado, Khadija, Claudio, Alessandro, la voglia e la determinazione di prendersi cura della fragilità, della complessità, farlo non solo con una azione che qualcuno vorrebbe unicamente repressiva, ma farlo con l'arte, la creatività e l'impegno civico. Ho avvertito l'orgoglio, sì un po’ di sano orgoglio reggiano, del vedere quotidiani nazionali dedicare spazio a questa operazione. Era già successo con la Ghiara, con il Municipale, con la Stazione AV, con il Core e in tante altre circostanze.

Ho pensato che può succedere anche nella zona stazione. Ha ragione Claudio, che oggi ha affermato che la zona stazione non è un binario morto ma un binario vivo, dove anche grazie alla cultura e al protagonismo civico delle persone si può accendere un emozione e si può avvertire una speranza. Si può e si deve trovare la forza di credere che sia possibile anche ciò che a volte può sembrare impossibile. Anche questa è Reggio. —

* sindaco di Reggio Emilia





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