Coreografie e incontri tra Italia e Grecia per una nuova visione d’Europa
Il progetto “Returb Trip” lega Aterballetto ad Atene Il direttore Gigi Cristoforetti: «Un’occasione per crescere»
La Fonderia, sede di Aterballetto, in via della Costituzione 39, si sta trasformando in una fucina che forgia iniziative aperte non solo all’Italia, come il progetto la cui prima tappa pubblica sarà di scena domani con uno spettacolo.
RETURN TRIP
Esso si chiama “Return Trip”, un titolo che vuole sottolineare il ripetuto viaggio di andata e ritorno tra Italia e Grecia, le due nazioni da cui provengono i soggetti principali dell’iniziativa che, ci dice il direttore generale di Aterballetto, Gigi Cristoforetti: «Costituiste un modello di cooperazione e un’occasione per conoscere la vivacissima scena della danza greca e connetterla con l’Italia: “Return Trip” è un esperimento che mira a superare le barriere strutturali di cui la nostra Europa contemporanea è permeata anche in campo artistico, per viaggiare sempre meno a due velocità e trovare un passo comune».
SPETTACOLI E TALK
Il progetto si sviluppa attraverso spettacoli e riflessioni politico/sociali, incontri, formazione e sostegno a percorsi professionali. Ma la particolarità è costituita dall’intreccio di partner messi insieme dalla Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli; insieme a loro il Festival di Atene ed Epidauro, MM Contemporary Dance Company, Centro Teatrale Bresciano e Les Halles de Schaerbeek. Vengono coinvolte tre città italiane (Milano, Reggio Emilia e Brescia) e due europee (Atene e Bruxelles) alternando spettacoli a seminari, presentazioni a conferenze in stile talk. Si è voluto cogliere l’input che viene dalla scena contemporanea ellenica, così vitale nonostante gli strascichi della crisi economica e sociale. Ma la particolarità sta nel fatto che viene finanziato dalla Stavros Niarchos Foundation uno dei più grandi enti filantropici al mondo, che porta il nome del grande armatore. «Per capirci – spiega Cristoforetti – senza quell’organismo gran parte delle manifestazioni culturali in Grecia non avrebbero luogo; inoltre finanzia istituzioni come l’American Ballett e in Italia la Renzo Piano Foundation». I responsabili della Stavros Niarchos Foundation hanno esaminato il progetto approfonditamente: «Dopo aver mandato la richiesta – ci dice Fabio Ferretti dei progetti speciali di Aterballetto – c’è stato un lungo iter durato da giugno a ottobre. Quando ci è arrivata la conferma siamo stati davvero felici perché non ci speravamo più».
IL PROGETTO
Il progetto si sviluppa su tre linee: la prima riguarda spettacoli di tre dei più interessanti artisti greci e cioè Patricia Apergi (la cui coreografia Planites sarà di scena domani alla Fonderia), Christos Papadopoulos e Euripides Laskaridis. L’altro aspetto è che gli spettacoli verranno introdotti da un approfondimento a cura della Fondazione Feltrinelli. Il terzo momento è un vero e proprio percorso formativo che riguarda una decina di giovani danzatori greci che, scelti attraverso un’audizione, verranno a Reggio per preparare nuove creazioni con i giovani di Agorà Coaching Project di Enrico Morelli e Michele Merola. «Questi coreografi greci – conclude Ferretti – hanno come tratto comune una potente voglia di emergere, e questo nonostante le condizioni difficili (uno di loro ha provato per un anno e mezzo in un garage). Dal punto di vista artistico sanno quello che vogliono dire esprimendolo per lo più attraverso una dimensione intellettuale astratta con la quale, tuttavia, riescono a comunicare non perdendo mai la connessione». —
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