Gazzetta di Reggio

Alla scoperta di Antonio Fontanesi nell’impero del Sol Levante

Rebecca Poluzzi
Alla scoperta di Antonio Fontanesi nell’impero del Sol Levante

A Palazzo Trivelli si ripercorre il suo viaggio in Giappone La mostra sarà visitabile a ingresso gratuito fino al 15 marzo 

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REGGIO EMILIA.  Quando qualcosa di grosso bolle in pentola è difficile attendere, soprattutto se in gioco ci sono progetti importanti, come quello su Antonio Fontanesi.

In attesa della mostra “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri”, in programma dal 6 aprile al 14 luglio al Palazzo dei Musei, un piccolo assaggio è già godibile a Palazzo Spalletti-Trivelli, la sede del Credem in via Emilia San Pietro 4, con la mostra “Aspettando Fontanesi”.

FONTANESI E IL GIAPPONE

Un allestimento imperdibile, che pone in luce un taglio della vita di Fontanesi a lungo considerato poco significativo: l’esperienza di due anni come insegnante in Giappone, presso l’Accademia di Belle Arti di Tokyo. Nel 1876, Fontanesi fu scelto come figura ideale legata al filone di rappresentazione del paesaggio, coerentemente alla visione pittorica orientale, e fu anche designato come docente di riferimento per la scuola. Cuore pulsante della mostra è il dipinto “Ingresso di un tempio giapponese” dell’artista ottocentesco, l’unica testimonianza dell’esperienza in Sol Levante del maestro, per altro incompleta a causa della sua morte, nonché parte della collezione dei Musei Civici di Reggio Emilia, ai quali l’artista ne desiderava far dono.

COLLEZIONE ORIENTALE

Oltre alla pittura estremamente realistica, raffigurante un tempio giapponese, una donna e due uomini in abiti tipici orientali, è possibile ammirare alcuni tra i più pregiati pezzi della collezione orientale di Credem. A capeggiare nella vetrina d’esposizione di queste rare e raffinate realizzazioni cinesi e giapponesi, due “Leoni o cani di Fo”, ossia porcellane dai colori sgargianti, raffiguranti coppie di leoni che nel IV-V secolo comparivano spesso ai lati del trono di Buddha.

Proprio le gigantografie di queste due opere accolgono il visitatore all’ingresso del palazzo, quasi a vegliare e dar la sensazione che si stia per entrare in un microcosmo orientale, nel cuore di Reggio Emilia.

CINESERIE

Racconta Odette D’Albo, curatrice della mostra: «Il desiderio è quello di far conoscere un aspetto meno noto di Fontanesi, ma per questo non meno importante. L’occasione ci ha offerto la possibilità di affiancare all’Ingresso di un tempio giapponese la collezione orientale di Credem, ideata a partire dagli anni ’80 per ricostruire un palazzo del ’600 e del ’700, essendo usanza dell’epoca quella di abbellire con le “cineserie”, ovvero oggetti di pregiata fattura provenienti dall’Oriente».

Un rimando all’artista è lo stesso palazzo che si ricongiunge alle vicende biografiche del pittore: poco dopo il 1830, infatti, i conti Spalletti Trivelli chiamarono a decorare le sale della dimora i due maestri con i quali Fontanesi si stava formando presso la scuola d’arte reggiana, cioè il pittore di figura e paesaggio Prospero Minghetti e lo scenografo Vincenzo Carnevali.

Per tutti coloro che vorranno conoscere questi aspetti meno noti della vita di Fontanesi, l’esposizione sarà visitabile fino al 15 marzo. —


 

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