Le indagini di Soneri e le paure del mondo d’oggi «popolato da solitudini»
REGGIO EMILIA. È vero, indiscutibile: ormai il commissario Soneri, il personaggio romanzesco nato dalla penna di Valerio Varesi ha - anche grazie a una delle serie televisive più fortunate degli ultimi anni - un proprio pubblico, così come Varesi ha i suoi lettori che lo seguono e che giovedì hanno voluto sfidare il freddo per essere alla presentazione dell’ultima fatica del giornalista-scrittore parmigiano, al Punto Einaudi.
Anche perché grazie all’anima dei romanzi di Varesi, il genere noir diventa quasi un pretesto narrativo, tanto è abile Varesi nel collocare la trama in un contesto sempre legato al mondo che ci circonda. Fa il cronista, Varesi. E dal suo lavoro di cronista attinge per trovare i terreni su cui muovere i suoi personaggi. A Montepiano il commissario Soneri sarebbe in ferie. Con Angela. In fuga da un agosto che a Parma è particolarmente soffocante. In realtà, nel paese dal nome che ha tutta l’aria di un ossimoro messo lì per scombinare ancora di più le carte, troverà invece paure ancestrali e assurde fobie, tutto a far da colonna sonora a uno spietato e pericoloso criminale in fuga.
«In questa caccia all’uomo - ha spiegato Varesi - Soneri scopre un microcosmo particolare, fa i conti con una comunità che in realtà è fatta di tante individualità che vengono alla luce grazie alla paura che si diffonde nel paese per via di questo criminale che sembra quasi inafferrabile». La vicenda-pretesto è quella di Igor il russo, il criminale braccato per le campagne di Budrio nel 2017. Un criminale che - nel romanzo - tocca Montepiano e la sconvolge. Come succede anche a noi, quando le paure prendono il sopravvento.
«Ho preso a pretesto la trama del romanzo - ha detto Varesi - per disegnare le ansie reali di un mondo che è fatto da noi che siamo sempre più soli». —
M.S.
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